Again: Eye of Providence

Produttore: Tecmo/Cing
Piattaforma: Nintendo DS
Genere: Avventura Grafica
Pubblicazione: Aprile 2010 (USA)
Prezzo all’uscita: Sconosciuto

Trama: A 19 anni di distanza dai cinque delitti ad opera di Providence, uno dei sopravvissuti diventato agente dell’FBI si trova nuovamente a combattere contro il misterioso Serial Killer. Sembra che solo l’occhio della provvidenza possa mettere fine a questi tremendi omicidi…

Hotel Dusk: Room 215 verrà sempre ricordato come uno dei migliori giochi per Nintendo DS, consolle portatile in generale e, forse, anche tra i migliori videogiochi di sempre. Perché? Semplice: la Cing, all’epoca, fece un ottimo lavoro nella costruzione di ogni singolo dettaglio del gioco, dai personaggi che sembravano avere vita propria alle atmosfere avvolgenti, passando per gli effetti sonori accattivanti e la trama degna del migliore thriller. Prima di Hotel Dusk la casa produttrice si era avvalsa di altri ottimi titoli come Another Code DS e il suo seguito (uscito dopo Hotel Dusk) che lasciarono suo nome impresso nella mente di molti appassionati.

Intuile dire con che promesse partisse Again: Eye of Providence, facente parte dello stesso “esperimento” di Hotel Dusk. Stesso sistema di controllo, stessa impostazione grafica, stessa particolare impugnatura del DS… altro capolavoro annunciato?

In realtà, no. Non si sa bene se Again sia stato un semplice passo falso, oppure l’esperimento non riuscito, fatto sta che il gioco non solo non è all’altezza del suo compagno, ma non è nemmeno ai livelli delle più infime avventure grafiche per la console Nintendo.

E non è un problema di realizzazione tecnica: la grafica è pressappoco la stessa di Hotel Dusk con la differenza che i personaggi, invece di essere disegnati, sono veri e propri esseri umani animati tramite fotografie mostrate in successione. Il comparto sonoro è identico a quello di Another Code e gli altri titoli della Cing -che probabilmente ha licenziato il compositore, avendo usato gli stessi anche su Wii- così come la gestione dei dialoghi con i personaggi e degli oggetti vari.

Quindi il problema è quello che c’è di diverso. Partendo dalla storia, che definire lineare è dir poco. Su tre casi che ho “risolto”, tutti e tre li ho portati avanti facendo sempre le stesse cose tanto che dopo due/tre ore di gioco mi sono veramente sentito preso per il culo. Non m’è piaciuto affatto lo spostare l’azione da un luogo chiuso ma nel quale potevamo muoverci liberamente a stanze fini a se stesse collegate da una mappa non navigabile, non m’è piaciuto come vengono presentati i personaggi -sia graficamente, sia per la loro piattezza introspettiva-, come viene raccontata la storia, come ci si sposta negli ambienti… peccato, perché l’idea di poter vedere nel passato e trovare le differenze per risolvere i crimini era carina.

Ma questo dettaglio, inserito all’interno di un quadro così scialbo, non basta a salvare la situazione e Again: Eye of Providence si trasforma presto in un’immensa delusione.

Incrociando le dita per Last Window, il vero seguito di Hotel Dusk.

Grafica: 7/10
Musiche: 8/10
Giocabilità: 6/10
Longevità: 5/10
Originalità: 5/10
Globale: 5/10
Rapporto qualità/prezzo: Scarso. Quale che sia il prezzo negli USA, il gioco è brutto e non vale la pena spenderci soldi.