Alan Wake

Produttore: Remedy
Piattaforma: Xbox 360
Genere: Action
Pubblicazione: 14 Maggio 2010
Prezzo all’uscita: 64,98€ (69,98€ per la Collector’s)

Trama: Alan Wake è un famoso scrittore che ormai sembra aver perso l’ispirazione. Per recuperarla, lui e la moglie vanno in vacanza nella bellissima Bright Falls. Ma l’oscurità attende lo scrittore perché possa liberarla con i suoi romanzi.

Alan Wake è un gioco dalla storia travagliata. Tutti i buoni videogiocatori ricorderanno lo studio Remedy per quel gran bel pezzo di storia videoludica che è Max Payne, bellissimo gioco uscito inzialmente per PC seguito dalle versioni Playstation 2 e Xbox, infine sbarcato sul Microsoft Store per Xbox 360. L’annuncio di Remedy e Microsoft di un nuovo titolone fece impazzire i videogiocatori nell’ormai lontano 2005. A cinque anni di distanza, ecco che finalmente le promesse vengono mantenute e il videogioco vede la luce.

Parlando di promesse, su Alan Wake se ne sono fatte veramente tante. Dalla proclamazione di essere una killer application per la console Microsoft, agli “insulti” alle animazioni facciali di Heavy Rain, ai paroloni -in senso buono- sulle qualità grafiche del titolo, alla trama mozzafiato… insomma, un annuncio con i fiocchi! Cosa aspettarsi, se non altro che un capolavoro con i fiocchi?

Eh, già. Che altro aspettarsi? Questa nuova generazione di console, tuttavia, ci ha ben preparato ad annunci stratosferici puntualmente delusi dal prodotto finale. E, purtroppo, Alan Wake non è da meno.

Il gioco è impostato a mo’ di serie televisiva, con l’avventura principale composta da sei episodi (sono già previsti due DLC aggiuntivi, il primo gratuito per coloro che hanno acquistato la collector’s) durante i quali si alterneranno sezioni di free roaming per le strade e i dintorni di Bright Falls, seguite dalle predominanti parti d’azione in cui Alan deve raggiungere questo o quel posto cercando di trovare un modo di salvare Alice e uscire dall’incubo in cui sono precipitati.

Le qualità grafiche ci sono, per carità. I paesaggi ammirabili nelle sezioni di free roaming alla luce del sole sono fenomenali, ci sarebbe da lasciare fermo il personaggio in uno dei tanti punti panoramici e restare lì ad ammirare la profondità e il realismo che Bright Falls e dintorni raggiungono sui nostri schermi. Dall’altro lato, purtroppo, i personaggi sono legnosi sia dal punto di vista dei movimenti sia delle tanto decantate animazioni facciali (il primo DLC dovrebbe migliorarle. Chissà?). Chi ha giocato a Max Payne non potrà certo ignorare quanto Alan si muova esattamente allo stesso modo, fatta eccezione per i salti acrobatici e il bullet time sostituiti dalle schivate. Nel complesso comunque il comparto grafico è di tutto rispetto, sicuramente aiutato dal fatto che la maggior parte delle ambientazioni è al buio. Si poteva fare di meglio, però, specie visti gli annunci che hanno preceduto il lancio del gioco.

Ottimo lavoro nel sonoro e nel doppiaggio, con una colonna sonora veramente magnifica composta sia da musiche d’ambiente perfette in tutte le situazioni, soprattutto quelle più concitate, capaci di immergere il giocatore nell’ansia e nella paura provate dal protagonista. Belle anche le canzoni che aprono e chiudono i diversi episodi di cui è composto il gioco. Doppiaggio più che buono, anche se la voce del protagonista forse poteva essere resa un po’ meglio. Gli effetti sonori e le voci dei posseduti fanno da perfetto contorno all’avventura e ai sobbalzi che accompagnano la comparsa dei vari nemici.

Ad accompagnarci per le circa dieci ore dell’avventura principale, un sistema di gioco semplice ed intuitivo, facile da apprendere ma abbastanza completo. Alan si muoverà tramite lo stick sinistro, mentre il destro servirà per gestire la telecamera. Il D-Pad servirà per selezionare le armi (pistole, lanciarazzi di segnalazione, granate accecanti, bengala, fucili), i tasti dorsali per correre, mirare con la pila e sparare o usare le armi secondario, il tasto A per saltare, B per interagire con l’ambiente e X e Y per ricaricare le pile o le munizioni. Interessante il fatto che le possibilità siano più o meno rapportate al fatto che Alan Wake sia una persona normale con una vita abbastanza sedentaria: i salti saranno tutt’altro che alti e lunghi, la corsa si limiterà a cinque/sei secondi prima di iniziare ad ansimare, le acrobazie si limiteranno a goffe schivate dei colpi d’ascia dei nemici.

Fin qui il prodotto sembra buono, o no? Eppure, ovviamente, qualcosa non va. L’ho anticipato, purtroppo Alan Wake è tutto meno che un capolavoro. Oltre i problemi sul lato grafico, a cui si aggiungono segnalazioni di tearing o pixel giganti sui filmati (io non ho sperimentato, ma…) causati dalla risoluzione nativa a 580p (quella del Wii per intenderci), non si può non notare che il gioco sappia incredibilmente di vecchio. Fosse uscito due anni fa probabilmente avremmo urlato al miracolo, ma al giorno d’oggi ci troviamo in mano un titolo composto da grafiche discrete, buone musiche e doppiaggi, trama leggermente sopra le righe, difficoltà ridicola (mai stato più deluso da un boss finale) e sistema di controllo decisamente datato. Bello, ma da Max Payne (si parla del 2001) sembra che non sia cambiato proprio nulla.

Grafica: 7/10
Musiche: 9/10
Giocabilità: 8/10
Longevità: 6/10
Originalità: 6/10
Globale: 7/10
Rapporto qualità/prezzo: Normale. Per quel che costa, in realtà, conviene aspettare che il prezzo cali un po’. Corto, non è un capolavoro, difficilmente si lascia rigiocare. Gli obiettivi sono abbastanza semplici e lasciarne perdere alcuni quasi suona come uno smacco, ma non ci sono abbastanza incentivi per volerli veramente completare. Ottima la Collector’s, composta da gioco, un libro scritto da Alan Wake, cd della colonna sonora e DVD con contenuti extra per l’avatar e due temi per Dashboard.

  • Musashi

    GG a Heavy Rain, insomma, che magari non è un capolavoro, ma almeno è originale =D

  • lightingcloud

    decisamente, gg