Another Code: R ~ A Journey into Lost Memories

Another Code: R

Titolo: Another Code: R
Produttore:
 Cing
Piattaforma: Wii
Genere: Avventura Grafica
Prezzo all’uscita: 49,90€

Trama: Ashley, dopo il ritorno dall’isola di Bloody Rose, continua a vivere con la zia Jessica. Il padre ha ripreso a lavorare in una nuova azienda e, dopo poche settimane, è tanto preso dal lavoro da non tornare più a casa. Dopo sei mesi, Ash riceve un invito dal padre ad un campeggio per famiglie. Appena arrivata, Ashley ha delle visioni sul suo passato… e sulla madre Sayoko, uccisa 13 anni prima.

Che cosa ci aspettiamo da un gioco della nuova generazione? Io dico tutto quello che ci aspettavamo anche da quelli della vecchia: grafica guardabile, sonoro non fastidioso, buon gameplay, storia e personaggi credibili e, magari, affascinanti. Another Code: R ha tutto questo e, forse, anche di più. Dalla Cing, che già aveva prodotto uno splendido primo capitolo e il bellissimo Hotel Dusk, è arrivato un nuovo, piccolo capolavoro?

Grafica: 9/10
Alla faccia di chi dice che la Wii non è capace di una bella grafica. Ok, magari non posso contare le venature sulla corteccia della grande quercia, e allora? I fondali 3D, anche se dai colori forse un po’ freddi, sono profondi e abbastanza dettagliati. I personaggi sono veramente belli da vedere, soprattutto Ashley: a due anni di distanza dal primo capitolo, ci troviamo di fronte ad una 16enne affascinante e incredibilmente tenera, nonostante cerchi di mantenere un’apparenza un po’ da maschiaccio. Anche gli altri personaggi sono molto ben realizzati, dallo spassoso Dan al tenebroso Tommy. Jessica è in tutto e per tutto inguardabile, ma visto che la vedremo pochissimo… beh, pazienza.

Musiche: 8/10
Niente di speciale, ma comunque tutto ascoltabile. Gli effetti sonori non sono il massimo del realismo e della profondità, ma fanno il loro lavoro quando servono senza voler strafare. Si sente la mancanza di dialogo e purtroppo continueremo a non conoscere la voce di Ash. Carino il suono di apertura/chiusura del DAS che viene dal Wiimote invece che dallo schermo. Chi ha giocato ad Hotel Dusk noterà il riutilizzo di molti degli effetti sonori per le reazioni dei personaggi all’ambiente.

Giocabilità: 9/10
Il sistema di controllo è veramente semplice ed intuitivo. Puntando il cursore con il Wiimote potremo fare veramente tutto: spostarci, aprire i menu, interagire con l’ambiente e risolvere indovinelli. È possibile usare anche i tasti, ma è più comodo usare il puntamento in stile mouse. Gli enigmi si basano per lo più sulla pressione di combinazioni di tasti che, se inizialmente sembrano banali, via via diventano più complicate e sfruttano in maniera originale le potenzialità del Wiimote.

Longevità: 7/10
Il gioco può essere tranquillamente finito in 10 ore al massimo, senza troppe sorprese. Nonostante il finale unico, ci sono diverse scelte che potrebbero far venire voglia di rigiocare al titolo, senza contare che la storia è appassionante abbastanza da volerla rivivere più d’una volta. Ci si può anche divertire alla ricerca delle pietre che, fotografate, brillano dei colori dell’arcobaleno, oppure nella conquista della gomma-premio con le lattine.

Originalità: 7/10
Anche se non ci sono particolari novità rispetto al capitolo precedente o al genere punta e clicca in generale, Another Code: R profuma comunque di originalità. Un po’ per la storia, con la componente mnemonica e le sue implicazioni più o meno profonde. Un po’ perché fa sorridere ritrovare un personaggio le cui armi per arrivare alla verità sono il DAS (uguale in tutto e per tutto al DSi) e il TAS (identico al Wiimote) che teniamo spesso in mano anche noi. Niente di eccezionale, ma quanto basta per non lasciare l’impressione di già visto.

Globale: 8/10
A dispetto di quello che può sembrare a prima vista, Another Code: R è veramente un bel gioco. La trama è appassionante (tralasciando la storia della sorella di Matt, assurda), anche se pesa un po’ il forse troppo semplice gameplay. Sembra che i ragazzi della Cing abbiano trovato una vera e propria miniera d’oro nelle avventure grafiche, che se create da loro diventano sempre qualcosa di imperdibile e da spulciare dall’inizio alla fine. Nonostante sia forse anche un po’ più semplice del capitolo per DS (e incredibilmente più facile di Hotel Dusk: penso che giochi di questo tipo stiano meglio sulla portatile Nintendo), Another Code: R è sicuramente un titolo che vale la pena giocare, anche solo per passare il tempo. Tanto vi catturerà e non vi staccherete più dallo schermo!

Rapporto qualità/prezzo: Buono
Forse il prezzo è un po’ alto, vista la durata non impressionante, ma sicuramente la bellezza della storia e l’ottima realizzazione tecnica rendono la spesa almeno in parte giustificata.