B Gata H Kei

Ho visto tanti, tantissimi anime nella mia vita. Di ogni tipo, di ogni genere (persino uno shonen ai. Due episodi, prima di capire con orrore e raccapriccio cosa stessi guardando). E ho sempre pensato che ognuno di quegli anime, nessuno escluso, nascondesse nella propria trama un profondo significato morale. Tipo questo, dove un ragazzo e una ragazza rispettivamente innamorati non riescono nemmeno a rivelarsi i propri sentimenti per un anno e nove mesi, e la prima cosa carina che riescono a dirsi è voglio fare sesso. Occhèi.

B Gata H Kei (che volendo ma non vorrete potete ma non lo farete recuperare dal sito dei Task-Force in una versione Blu-Ray che si vede benissimo mamma mia che spreco) ha come protagonista un’esuberante e bellissima liceale, Yamada, alla ricerca del suo primo ragazzo (rigorosamente vergine) con cui fare esperienza prima di raccogliere ben cento trombamici. Nelle sue grinfie finisce il timido e insignificante Kosuda, suo compagno di classe. Essendo lei tanto bella e lui tanto insignificante, quanto avanti potrà andare questa storia? Dodici episodi. Ma davvero? Davvero davvero. Sparatemi.

Sconforto e raccapriccio

Che poi di per sé l’idea non è tanto male. Il problema, detto in tutta sincerità, è come la storia viene portata avanti. Cioè senza il minimo filo logico. Al secondo episodio sembra che tutto stia per finire, poi viene introdotta una sfiga che riporta la situazione daccapo, poi interviene la sfidante, ma questa sfidante non lo è per davvero e non si capisce bene che ruolo abbia, poi ne appare un’altra ma anche lì il suo ruolo è parecchio incerto, e poi appare UNO sfidante, ma è piatto e non aggiunge niente, e alla fine la sensazione è che la storia venga portata avanti per dodici episodi senza che ci sia davvero un perché.

Diciamocelo, le gag sono carine. Molte fanno sorridere, alcune ridere per davvero, sembrerebbe difficile annoiarsi. Il problema è che, senza un filo conduttore vero e proprio, chi guarda ha presto la sensazione di essere trascinato in un anime che nasce, cresce e muore come filler di se stesso. Il peggio del peggio, insomma.

Non prendertela, ragazzo, non è colpa tua (forse)

Un vero peccato, insomma, visto che i disegni sono ottimi e le varie gag molto divertenti. Buone anche le scene ecchi, anche se non sono moltissime (paradossalmente) e sono per lo più concentrate negli ultimi episodi. Mi pare di aver capito che l’anime sia tratto da un manga: probabilmente molto meglio della controparte animata, almeno per quanto riguarda il fap material (visto che in fondo è l’unica cosa buona che possiamo raccimolare alla fine dei dodici episodi di questa tortura).

  • Musaghei

    Grazie. Magari l’avrei guardato, ma dopo questa recensione, sicuramente non lo farò xD

    • lightingcloud

      sempre felice di aiutare 😀