Che poi, il Natale…

Cioè, io ci ho pensato al perché il Natale non mi piaccia più, perché non me lo senta più come una festa piacevole, al di la dei regali. Al perché non mi piaccia più trascorrerlo, da qualche tempo, a questa irritazione per la gente che mi/si chiede se in quei due giorni succederà qualcosa di particolare, o non so cosa.

L’ho capito, il perché. Il perché ormai l’unica cosa che penso che vorrei fare a Natale è andarmene per i cazzi miei da qualche parte, prendere un aereo o un treno (da qui, un aereo) e partire lontano a farmi i cavoli miei lontano da tutto e da tutti.

Il perché se non fosse che ci sono dei regali da scartare, ma solo quei regali che chi te li ha presi non ti ha chiesto cosa volevi ma ci ha ragionato su e ti ha fatto una sorpresa per davvero, il perché se non ci fossero quei regali – dicevo – preferiresti addormentarti la sera del 23 e svegliarti la mattina del 26, perfettamente riposato, discretamente affamato, magari pronto a studiare per gli esami in arrivo a Gennaio.

In fondo non era difficile.

È perché ti ricordi ancora di quel senso di meraviglia che lo accompagnava tanti anni fa, il Natale. Quel senso di meraviglia che ti trasformava tutto Dicembre, e soprattutto quei due giorni, in una cosa tutta magica, fatta di Babbi Natale e Gesù Bambini e presepi, che anche se non ci hai mai creduto erano belli lo stesso, erano belle favole.

È perché quel senso è svanito da un bel po’, ma finché erano comunque dei giorni piacevoli beh, si poteva fare.

È perché alla fine anche al Natale ormai ci hai legati dei ricordi proprio del cazzo, che almeno per un po’ ti porterai appresso come dei fottuti macigni nelle mutande. Macigni ricoperti d’ortica.

È perché ormai anche quei due giorni del Natale sono giorni come tutti gli altri, pieni di cose che potresti fare in qualsiasi altro momento dell’anno, e di speciale non hanno più nulla.

Tranne i regali.

Ma solo quei regali che chi te li ha presi non ti ha chiesto cosa volevi ma ci ha ragionato su e ti ha fatto una sorpresa per davvero.

E tu vuoi credere che lo abbia fatto per farti felice, o anche solo per donarti un piccolo sorriso.

A voi… grazie.