Chesil Beach

Io quest’uomo finisce che lo odio. Cioè, davvero, non è possibile essere così bravi, è un crimine. E soprattutto non è possibile essere così bravi e aver prodotto così tanto. Va bene che alla fine si tratta di libri piccoli, e che ho realizzato che comunque più grossi forse non li reggerei (l’esperienza con Solar è emblematica), ma si tratta comunque di un crimine contro l’umanità, ecco. Davvero.

2013-04-11 11.01.45

Vien da sé, quindi, che Chesil Beach è un libro bellissimo. Ma questo lo sapevate anche senza che ve lo dicessi io, immagino. Chesil Beach è un libro bellissimo ed è diversissimo dagli altri suoi letti fin’ora, anche perché ogni libro s’è rivelato essere, di volta in volta, un pezzo unico della sua opera. Ogni libro a sé stante, nessuno che permetta di anticipare il contenuto del successivo. A questo poi si aggiunga lo stile di McEwan come il braccio di un amante, che a volte ci soffoca e vien voglia di riporlo scocciati, salvo poi sentirne la nostalgia non appena ci sentiamo un po’ soli, e abbiamo tutta una serie di amanti perfetti che in Chesil Beach trovano l’ennesimo tassello di un puzzle eterogeneo ma perfetto o di una serie di termini diversi ma in qualche modo armonica.

Certo non è proprio il libro che consiglierei ad un uomo convinto di fare sempre la mossa sbagliata nei confronti dell’altro sesso, ma vabé, che volete che sia, l’insicurezza di una persona più in fondo di così non può andare, no?

… no?

Dulcis in fundo ho adorato in particolare uno degli scambi di battute tra Edward e Florence, uno dei pochi dell’intero libro

– Eppure mi ami, – fece lei.
– No, perciò ti amo.

non solo perché sul momento mi è parso di una dolcezza infinita, ma perché si rivela poi sia apice della trama romantica del libro, ma anche preludio del (non troppo) sorprendente finale. E quindi, niente, McEwan si rivela ancora più genio di quanto già non credessi.

Incredibile, no?