Cortesie per gli Ospiti

Dai, tu, laggiù che hai alzato la mano. Sì, parlo con te. Dai, alzati in piedi e abbi il coraggio, la faccia tosta di dirlo ad alta voce. Dai, dillo. Me l’aspettavo. Ecco, bravo. Lo sai che non ci ha creduto nessuno, vero? No, perché nessuno che abbia letto questo libro può dire che si aspettava qualcosa del genere. Tanto meno tu.

Devo tagliarmi i capelli
Devo tagliarmi i capelli

Perché non c’è nessuno sano di mente che davvero poteva aspettarsi qualcosa del genere, aprendo questo libro di McEwan. Un libro breve, 130 pagine scarse, che ho scelto un po’ perché di McEwan ancora non sono riuscito a leggere altro dopo Cani Neri (Espiazione non voglio leggerlo, con Solar ho abbandonato dopo pochi capitoli), un po’ perché volevo continuare la serie positiva di libri bellissimi che ho letto dall’inizio del 2013. E m’è andata bene, benissimo anzi.

In appena 130 pagine, il nostro bravo McEwan dipinge un thriller stranamente complesso che ci inganna fin dall’inizio, facendoci credere di essere semplicemente un racconto come tanti per quanto ben scritto, ma che si trasforma repentino in un incredibile atto di follia che sconvolge chi abbia deciso di avventurarsi tra le frasi di Cortesie per gli Ospiti. Appena 130 pagine che, cullandoci nello stile sobrio e dolce di McEwan, ci trascinano all’interno di un incubo, ben diverso da quel piacevolissimo segreto che sembravano nascondere tanto bene.

Io Cani Neri ve lo consiglio, ma Cortesie per gli Ospiti, se volete leggere qualcosa di bello di McEwan, ve lo regalo. Credici.