Dragon Trainer

Titolo originale: How to Train Your Dragon

Trama: i Vichinghi sono uomini forti. Loro li combattono, i draghi. Li ammazzano. Ma se uno di loro, un ragazzino pavido ma con un gran cuore, riuscisse a capire che forse non è questa la strada giusta da percorrere?

Sapete come funzionano in genere le mie recensioni, no? Se il film era tanto blasonato per poi rivelarsi una cazzata, righe e righe di commenti sarcastici ed incazzati. Se era semplicemente brutto, elenco delle mancanze e, se ci sono, dei pregi che cerco di esporre più o meno fluentemente. Se il film era bellino inizio già ad avere qualche difficoltà. Se mi è piaciuto, posso metterci anche cinque anni (FF7AC anyone?).

Dragon Trainer? Non riesco a scrivere la recensione. O meglio, per uscircene con questo incipit del cazzo ci ho messo… un’ora abbondante. E sono alla disperata ricerca di un continuo. Il fatto è che questo film non mi è soltanto piaciuto. Non è solo che è tecnicamente ineccepibile (tranne il maledetto proiettore fallato del cinema, che gliene venga un male dannazione, voglio il DVD il prima possibile). Non è solo che mi sono affezionato a tutti i personaggi, dal protagonista all’ultimo (soprattutto di Astrid, avevate dubbi?) dei comprimari. Che le musiche mi hanno emozionato, anche se non mi sarebbe dispiaciuta una traccia cantata, anche se non necessariamente in stile musical/Disney.

In Dragon Trainer c’è dell’altro. C’è che questo film non sono andato a vederlo io. Questo film è andato a vederlo il me stesso di dieci/dodici anni fa, il ragazzino pieno di sogni che la notte aveva paura del buio e degli incubi che faceva, che sperava di imparare a volare… o magari, perché no, di avere un drago tutto per se.

È questo che mi è successo su quelle poltroncine. Sono tornato bambino, un bambino con gli occhioni grandi e lucidi che si è emozionato ad ogni scena, ad ogni volo, ad ogni paesaggio. Certo, sono tornato della mia età quando mi sono innamorato di Astrid, appunto. Ma questo sentimento me lo sono portato appresso quando son tornato a sognare. Vi sembro esagerato? Forse. Io dico che Dragon Trainer dovreste andarlo a vedere. Magari anche voi avete un bambino che aspetta solo questo film per uscire fuori (dio quanto è mielosa sta frase).

  • Bene. Prima volevo vederlo perché mi ispirava. Ora SONO SICURO che andrò a vederlo è_é grazie, amorino :*

  • lightingcloud

    questo per dire che non siamo dei burberi senza cuore ♥

  • Due i perni di questo cartoon: l’identità e la protesi.
    L’identità vichinga non è un abito preconfezionato da indossare, ma una cultura da trasformare (ditelo ai leghisti); la protesi che Iccup costruisce per far volare Sdentato è quella che poi gli servirà per camminare, Geniale! ma chi lo ha capito? e soprattutto è per questo che non solo piace, ma cattura. E’ un dispositivo narrativo indispensabile per vivere.

    ciao aug

  • chi mi aiuta a cercare il testo integrale della sceneggiatura? mi sembra molto molto interessante, contro la guerra le discriminazioni e per la cultura dell’integrazione.
    Se non è contro le regole vi lascio il mio indirizzo web
    per ora provarte col motore augusto iossa fasano

  • Vincio

    Bella recensione: mi hai invogliato a tal punto da alzare il culo e andare a vederlo con mio fratello stasera. Che dire, la dreamworks ha sfornato Shrek ma questo è dieci volte meglio :Q E vaffanculo allo schermo di merda su cui l’ho visto, lo niddo in dividdì pure io.

  • lightingcloud

    bellissimo, no? *_* appena esce in dvd lo prendo, assolutamente u_u

  • Vincio

    Vai subito su isohunt e cerca la colonna sonora (cerca il titolo in eng) John Powell è DIO.

  • lightingcloud

    già presa qualche tempo fa, i pezzi a cornamusa spaccano peccato che a tratti mi ricordi quella di pirati dei caraibi e non so perché :’)

  • martina

    bellisssimisssssimo