Ernest e Celestine

Il primo libro di Daniel Pennac che io abbia mai letto è l’intramontabile L’occhio del Lupo. Negli anni sono passato attraverso la saga di Benjamin Malaussene, Ecco la Storia,  Abbaiare Stanca, Diario di un Corpo, tutti romanzi diversi tra loro che avevano come unico punto in comune l’essere scritti da un genio assoluto. Adesso, a distanza di qualcosa come vent’anni di letture, Ernest e Celestine chiude un cerchio.

Ernest e Celestine

Perché Pennac, dopo tante storie all’incirca realistiche, si cimenta nuovamente con la favola. Mette in campo una storia semplice con dei personaggi semplici e li riempio della sua maestria e della sua dolcezza. Ci aggiunge dei tratti comici, gli intermezzi da metaromanzo (anche se forse è un termine esagerato) e confeziona un libro che, non metto in dubbio, quando sarete più grandi (se non lo siete già) vorrete leggere ai vostri figli… ovviamente non prima di averlo letto voi. Perché se la storia è una storia per bambini, la morale e il messaggio dietro al libro sono qualcosa che solo un adulto può davvero comprendere.

Nel solito, magico, stile di Daniel Pennac.