Final Fantasy XIII

Produttore: Square Enix
Piattaforma: Xbox 360 (provata) / Playstation 3
Genere: Action JRPG
Prezzo all’uscita: 64,90€ (74,9€ per la Collector’s)

Trama: Cocoon vive costantemente sotto la minacia di un invasione di Pulse, protetto solo dalla benevolenza dei Fal’Cie. Sei persone, in un modo o nell’altro collegate alla L’Cie Serah, si ritrovano a combattere contro il proprio mondo… o a salvarlo da un disegno tanto grande quanto crudele?

Citando un mio amico, “è da Final Fantasy X che compro un gioco con la copertina di Final Fantasy e apro la custodia sperando di trovarcelo dentro”. In effetti, facciamo mente locale partendo proprio da Final Fantasy X. Primo FF per la Playstation 2, grafica spettacolare, una trama coinvolgente, buone musiche e diversi tentativi d’innovazione a partire dalla gestione degli equipaggiamenti fino al sistema di crescita non lineare del personaggio. Un buon titolo, ma diverse pecche: Tidus, il protagonista, non era esattamente un esempio di carisma, l’impossibilità di cambiare nome che toglieva personalizzazione al gioco, niente mappa del mondo esplorabile, combattimenti a turni incredibilmente statici. A lungo andare, poi, i personaggi perdevano la loro “classe” finendo con il diventare tutti uguali.

Final Fantasy X-2 fu un tentativo mal riuscito di trasportare la serie verso un’impronta più action. Buone idee, magari, ma mal sfruttate e supportate da una storia confusionaria e priva di profondità. Nemmeno parlo di Final Fantasy 7: Dirge of Cerberus o di alcuni titoli per le consolle portatili.

E venne il tempo di Final Fantasy XII, ultimo lavoro di Square Enix per PS2 che avrebbe dovuto rivoluzionare completamente il marchio di Final Fantasy. E lo fece: mondo ampio esplorabile quasi come fosse un’unica location, sistema di combattimento in tempo reale con il controllo di un personaggio alla volta, sviluppo non lineare ma comunque guidato perché ogni personaggio mantenesse le proprie peculiarità. Purtroppo la rivoluzione colpì anche quel che di buono aveva Final Fantasy: colpì la trama, rendendola totalmente insulsa, e i personaggi con il protagonista più inutile e meno protagonista della storia dei videogiochi, Vaan.

Perse le speranze, i fan di Squaresoft e Square Enix iniziarono a disperare. Era tutto finito? La Fantasia Finale era dunque giunta al termine? L’annuncio di Final Fantasy XIII per le consolle next-gen fece tremare il mondo videoludico: tre anni di sviluppo hano segnato la fine della saga o le hanno dato nuova vita? Cosa si sarebbero aspettati, i fan? Una trama coinvolgente, come minimo, assieme a personaggi profondi, un mondo ampio e complesso, sistema di combattimento e sviluppo dei personaggi ben congeniati, musiche “alla Uematsu” e, perché no, una grafica capace di rendere al meglio il sense of wonder proprio della serie. Ebbene, signori e signori…

Final Fantasy XIII, sono veramente orgoglioso di poterlo dire, ha tutte le carte in regola per essere un buon Final Fantasy e uno dei migliori JRPG di questa generazione di consolle.

L’impatto grafico è a dir poco spettacolare: nonostante alcuni dettagli, la potenza di queste nuove consolle è sfruttata per bene dai filmati in CG fino all’azione in-game con personaggi molto ben fatti, gran varietà di mostri, ambientazioni che più profonde non si può completamente mirabili con la telecamera semi-mobile.

Anche il compositore Masashi Hamauzu da il meglio di se regalando una OST che non sarà ai livelli Uematuani ma è perfettamente all’altezza del titolo che si propone di accompagnare: c’è da dire che, purtroppo, le musiche sono spesso relegate a semplice sottofondo dei dialoghi -tantissimi, doppiati alla grande, purtroppo con una localizzazione italiana incerta-, ma quando si fanno sentire sottilneano a dovere i momenti clou e scuotono nel profondo il giocatore. E non è un Final Fantasy, se almeno ogni tanto un colpo di violino non dice più di mille parole!

Il vero punto di forza di FFXIII, però, sta nel fatto che al terzo tentativo gli sviluppatori di Square Eniz sono riusciti ad innovare centrando il bersaglio. Partendo dai combattimenti, un misto di ATB e strategia in tempo reale dal profumo molto action. Passando per la crescita del personaggio che mescola sferografia e aumenti di livello creando un sistema in cui non è permesso sbagliare ma nemmeno uniformare i personaggi. E in fine il concetto stesso dio JRPG con uno spostamento fortissimo verso un’azione sfrenata e una sapiente regia fatta di colpi di scena e quasi totale assenza di momenti morti, pur senza tralasciare l’introspezione che non riguarda più finalmente solo il protagonista, ma l’intero party e, forse, l’intero mondo di gioco.

Questa rivoluzione nell’intendere il JRPG classico meriterebbe una discussione a parte. Fin dall’uscita in Giappone, moltissimi si sono lamentati dell’eccessiva linearità del titolo e dell’estrema semplicità dei combattimenti. Vero: nelle prime due ore, però. Il sistema di gioco di Final Fantasy XIII è semplice solo all’apparenza e non è un caso che le prime trenta ore, esattamente quelle “lineari”, alla fin fine non siano altro che un lungo tutorial per permettere al giocatore di ambientarsi con le tantissime sfacettature delle meccaniche del titolo. Una volta arrivato su Grand Pulse il giocatore ha due possibilità: continuare con la storia, e concludere il titolo in 40/45 ore massimo; immergersi finalmente in Final Fantasy XIII, con un mondo incredibilmente vasto e complesso tutto da scoprire, mostri talmente belli da non desiderare altro che morire per mano loro, sfide all’ultima goccia di sudore e sempre, solo e comunque spettacolo. A quel punto, altre 30 e più ore di gioco sono assicurate, oltre alla sandbox prevista per l’endgame. Perché si, il boss finale non conclude il gioco ma la storia, lasciandoci liberi di esplorare le sconfinate distese del mondo di Lightning e compagnia.

Chi apre la custodia di Final Fantasy XIII, sconcertato dalla rivoluzione della copertina, sarà sollevato dal fatto di trovarci dentro un vero Final Fantasy. Ma il Final Fantasy che ha il coraggio di scommettere, lasciare da parte il classico che oramai sa di vecchio, pur senza rinunciare al proprio passato e ai propri capisaldi.

Final Fantasy XIII non è un capolavoro: alcuni dettagli grafici (capelli, dita) andrebbero rivisti, si poteva dare maggior risalto alle musiche, impostare i combattimenti senza le arene separate dall’area d’esplorazione, evitare di rendere le evocazioni dei veri e propri Transformer… tante cose. Ma se si avrà il coraggio di staccarsi da mamma FF7 e papà FF6 allora, e solo allora, si potrà capire di trovarsi di fronte ad una vera e propria pietra miliare nella storia dei JRPG.

Con tanti complimenti a Square Enix per aver risvegliato la fantasia finale e non aver decretato la fine della fantasia. Grazie. Davvero.

Grafica: 9/10
Musiche: 8/10
Giocabilità: 10/10
Longevità: 10/10
Originalità: 8/10
Globale: 9/10
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo/Buono

L’edizione normale vale il prezzo, anche se dall’Inghilterra costa meno e il gioco è più godibile se giocato in inglese. Purtroppo la Collector’s Edition è abbastanza povera, quindi solo per i veri appassionati.

  • Recensione meravigliosa, Luce! Io devo aspettare ancora un po’ che il mio collega lo finisca, ma da domani mi butterò su GoW 3, nell’attesa xD Cmq anche a me ispira un sacco, SOPRATTUTTO per le innovazioni! =D

  • Kappei

    Grazie Luce è da prima che uscisse che ti rompevo le scatole per la recensione di questo gioco. Dopo i tuoi commenti entusiasti sul foro, anche questa recensione mi ha convinto a prenderlo. Per il discorso che fai alla fine: io ho scoperto la bellezza(leggi risparmio colossale) degli acquisti all’estero solo con la next-gen. Mi rifiuto di pagare 60/70€ un prodotto che trovo a 35/40 sterline e_e
    Quando avrò finito i giochi in fila lo comprerò senza indugiare.

  • Vincio

    Non posseggo una ps3 ma questa recensione fa venire troppa voglia di prendermene una.. :/

  • lightingcloud

    mi hanno dato del fanboy, per questa recensione D:

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