Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon

Produttore: Namco, tri-Crescendo
Piattaforma: Nintendo Wii
Genere: Action RPG
Pubblicazione: Marzo 2010
Prezzo all’uscita: 49,00€

Trama: alla morte del nonno, Seto è l’ultimo sopravvissuto sulla Terra. O almeno così crede, finché non trova una lettera del vecchio che gli dice di andare alla torre rossa. Lì, forse, troverà qualcuno. In viaggio, incontra una ragazza con i capelli argentati che scappa spaventata. Seto vuole ritrovarla…

In questo mondo dove tutto è così sbrilluccicante, definito, Next-Gen, dove sembra che i capolavori non riescano più a trovar posto perché nessuno vuole più la sostanza ma solo l’esteriorità, noi bravi videogiocatori incalliti desiderosi di buoni titoli a volte ci sentiamo come pesci fuor d’acqua. Dopo la boccata d’aria data da Final Fantasy XIII, per quanto non unanime, ecco che Fragile Dreams torna nuovamente a far brillare un po’ di luce sulle nostre povere teste.

Atmosfera, ecco qual è la parola d’ordine di questo titolo. Che è la dimostrazione che non serve un hardware a livelli NASA per produrre qualcosa di buono. Fragile Dreams non è un gioco che mira a stupire gli occhi ma a coinvolgere l’anima, riuscendoci alla perfezione. Seto, in questa Terra disastrata, è solo. E noi che lo comandiamo siamo soli con lui, se non di più. Il lavoro degli sviluppatori è stato grandioso: ampi spazi bui illuminati solo dalla nostra torcia elettrica, musiche grevi degne del miglior survival horror, fantasmi che spuntano all’improvviso annunciati solo da flebili rumori provenienti dal Wiimote. Siamo soli con lui e non ci mettiamo molto ad immergerci in questo fantastico e malinconico titolo, alla ricerca non solo del calore di una persona amica, ma di risposte su cosa sia successo alla Terra che conosciamo, ai suoi abitanti.

Il comparto grafico, voi direte, è quel che è. In fondo, cosa potrà mai fare un Wii? Vero è che molte ambientazioni, quasi tutte in realtà, sono al chiuso e non c’è molto da mostrare. Però i dettagli non mancano, scritte e disegni infantili, richieste d’aiuto, manifesti di un epoca dimenticata tappezzano i muri a ricordarci che non c’è più nessuno a cambiarli. E quando usciamo all’esterno, la profondità dei paesaggi e la loro realizzazione quasi fa impallidire Alan Wake -il gioco, non il personaggio- al pensiero di cosa hanno realizzato con una grafica del genere e cosa avrebbero potuto fare con qualcosa di più potente.

Ma questo ci interessa davvero? No, perché come ho già detto Fragile Dreams non è un gioco che cerca il piacere degli occhi ma quello del puro giocare. Il divertimento, il coinvolgimento, quelli non mancano.

Fino al finale, che purtroppo giunge troppo in fretta (quindici ore di gioco bastano e avanzano) e non rende giustizia al costrutto che si è dato a tutta la storia, lasciando molte domande senza risposta. Magari in vista di un secondo capitolo? Chissà: nel frattempo, Fragile Dreams si è preso il suo bel posticino nel nostro cuore di videogiocatori.

(Come si gioca? Wiimote per la torcia, nunchuk per muoversi e i tasti più o meno alla maniera classica degli RPG anche se con qualche adattamento al particolare sistema di controllo Nintendo. Si impara in fretta, anche se i menu potevano essere resi un tantino più intuitivi da gestire. Ah, nella storia vi accompagneranno dei personaggi secondari… ma la sensazione di essere soli non sparisce affatto: capirete il perché. Geniale.)

Grafica: 9/10
Musiche: 10/10
Giocabilità: 7/10
Longevità: 7/10
Originalità: 9/10
Globale: 9/10

Rapporto qualità/prezzo: Buono. Un po’ caro per la durata, è vero, ma cavolo se ne vale la pena. Se siete videogiocatori sfiduciati dall’attuale generazione, molto probabilmente Fragile Dreams vi aiuterà a riprendervi un po’.

  • Voglio provare assolutamente questo gioco…dopo averne visto i vari trailer in giro me ne sono praticamente innamorato….dev’essere bellissimo T__T

    Peccato non abbia una wii e che per ora non possa permettermela :°

    Bella recensione comunque! ^^

  • blueapplejuice

    Davvero un bellissimo gioco, molto emozionante.
    Ma… la storia secondaria delle campanelle colorate… sono io a non averla capita o non viene spiegata? >_>
    Comunque grazie per la segnalazione, i giochi che consigli tu valgono sempre la pena ^^

  • lightingcloud

    sono contento che ti sia piaciuto *_* non mi pare che quella storia dei campanelli venga spiegata, mi pare sia fine a se stessa… così come quelle degli oggetti, almeno per quello che ho colto io. a parte la prima bambina per ottenere la chiave la storia finisce lì, oppure veramente per ogni oggetto c’è un fantasma che aspetta di riceverlo?

  • blueapplejuice

    Mah, anche io ho avuto la percezione che in genere fossero fini a loro stessi, ma quella dei campanelli mi ha lasciato perplessa, sembrava una ministoria anche piuttosto dark e misteriosa… buh, peccato 😛