Gray Matter

Produttore: WizardBox
Piattaforma: PC / Xbox 360
Genere: Punta e Clicca
Pubblicazione: Novembre 2010 (previsto in Europa del 2011)
Prezzo all’uscita: Sconosciuto

Da buon amante delle avventure grafiche e dei punta e clicca non potevo certo perdermi Gray Matter di Jane Jensen, nota per le più famose serie Police Quest e Gabriel Knight. Annunciato nel lontano 2003, ha subito ben sette anni di ritardi per vedere finalmente la luce in questo finale del 2010. Sette anni sono un tempo lunghissimo, e ne sarà valsa la pena?

Dici, almeno la protagonista è gnocca…

La risposta, purtroppo, è no. Gray Matter è un punta e clicca di fascia media, decisamente poco interessante sotto ogni singolo aspetto. Il comparto grafico è decisamente datato, con modelli 3D poco dettagliati e rigidi nei movimenti, che raggiungono il grottesco nelle animazioni facciali durante i dialoghi. Gli ambienti sono poco profondi (tranne Christ Church, ma dev’essere l’effetto memoria per Harry Potter), la fisica inesistente, l’interazione impossibile se non con un numero veramente limitato di oggetti.

Le musiche, così come i dialoghi, sono abbondantemente sotto la media: decisamente non d’atmosfera le prime, poco credibili i secondi, il risultato è che Gray Matter può essere giocato a casse spente o con dell’altra musica in sottofondo senza perdere niente del coinvolgimento (del resto praticamente assente dall’inizio alla fine).

Il gameplay è classico dei punta e clicca, ma piuttosto impreciso e legnoso nella selezione degli ambienti e nella gestione dell’inventario.

E, infine, la storia: nei panni di Samantha, maga di ventitré anni nel pieno del suo apprendistato, ci troveremmo ad aiutare il dottor David Styles nel portare a termine i suoi esperimenti sulle potenzialità del cervello umano. Se la storia a grandi linee potrebbe sembrare interessante, è purtroppo priva di ogni suspense, colpo di scena, mistero e oscurità che avrebbero potuto (e dovuto, gli elementi ci sono tutti) renderla interessante.

Il finale, poi… mamma mia.

Sette anni, insomma, per un fiasco completo: tempi di sviluppo tanto lunghi dovrebbero portare ad un capolavoro, ma qui l’unico capolavoro è il livello di mediocrità assoluta.

Grafica: 5/10
Musiche: 5/10
Giocabilità: 6/10
Longevità: 5/10
Originalità: 5/10
Globale: 5/10
Rapporto qualità/prezzo: Scarso. Qualsiasi sia il prezzo, in giro c’è molto di meglio.