Hawking, OMMIODDIO.

Ce lo avevi scaricato da almeno due mesi, ma proprio i sottotitoli non li trovavi. Avevi quasi rinunciato, stavi per andare alla ricerca del DVD che da qualche parte ce l’avranno pure, quando eccoli che spuntano lì. Nell’ultima ricerca disperata di Google. Quel piccolo file di testo che, ora lo sai, ti permetterà di vedere il film più bello della storia. Il film è in inglese e i sottotitoli in italiano? Eh vabé, ci si accontenta. Tanto ora il DVD lo pretendo.

Questo film dietro c’ha un sacco di storie interessanti, per te. Tipo che la SLA non sapevi nemmeno cosa fosse e probabilmente non l’hai mai davvero saputo finché un bel giorno non l’hai vista in faccia. C’è che Stephen Hawking per la prima volta l’hai visto come Guest Star in The Simpsons e che prima di capire effettivamente chi fosse, e cosa significasse nel tuo universo, c’hai messo veramente un sacco. C’è che però quando lo hai capito, per forza, è diventato uno dei tuoi idoli. Uno di quelli che non è che c’hai il poster, non è che sei un fanboy e sai tutto di loro. Uno di quegli idoli che quando ne senti il nome tu pensi a quello che studi e al mondo in cui vivi. E dici grazie.

E poi c’è che l’attore protagonista è quest’uomo qui.

Quest’uomo un po’ così, con questa faccia un po’ così.
Quest’uomo che hai conosciuto guardando la serie TV della BBC, Sherlock, e che ritieni un grandissimo attore. Bravissimo, e con una faccia splendida. E sai cosa? Ti ci son voluti trenta secondi per capire che era l’uomo perfetto per questo ruolo. Perché Stephen Hawking è una persona dall’aspetto molto particolare, lo era prima della malattia, con la malattia è diventato solo ancora più particolare. Ci sono delle cose che un attore normale non riuscirebbe a trasmettere, nemmeno con grandissimo impegno. Lui ce la fa. E lo fa con delle espressioni facciali che indicano maestria. Una maestria immensa del lavoro di attore.

Un omaggio a tutte le fangirl!
La storia del film copre un periodo di tempo abbastanza breve, dalla scoperta della malattia alla formulazione della teoria per l’ottenimento del PhD. Niente dettagli scientifici, nel film non ne vengono dati moltissimi (quasi per niente), e soprattutto sono il primo a non averne granché a disposizione. Ma questo non è un film sulla scoperta, è un film sulla figura di Stephen Hawking. E quello che deve fare, lo fa benissimo.

Dal primo “non riesco ad alzarmi”, agli esperimenti per capire quanto ancora funzionassero i suoi polmoni, alla difficoltà di muoversi, tutto è dipinto con una maestria ineccepibile, dalla regia, con la telecamera che quando è “fissata” su Hawking è traballante, insicura, ma soprattutto da Cumberbatch, che è sempre, perfettamente, dentro il personaggio come non avrebbe potuto nessun altro, sicuramente. Nelle movenze, nelle espressioni. Ma soprattutto, bisogna dirlo, nei sorrisi.

Ok, potevo scegliere un’istantanea migliore, ma è la scena più bella del film, davvero.
Insomma. Non sei mai bravo a recensire bene i film che ti son piaciuti. Sembra sempre che manchi qualcosa, di aver dimenticato di descrivere quella particolare sensazione che hai provato in quel particolare momento. E sicuramente ce l’hai adesso, e sicuramente c’è qualcosa che hai scordato. Ma che Hawking è davvero un film bellissimo, mi credete? Sulla fiducia? Non ve ne pentite, promesso.