Highschool of the Dead, muori finale aperto muori

Dei tremendi venti minuti di esperienza con Another non ne vuoi nemmeno parlare. Sono stati atroci, tant’è che i venti minuti dell’episodio si sono trasformati in circa quarantacinque tra una pausa mì che palle vediamo facebook e una dai che magari m’hanno commentato il post (stì strunzi che non commentano mai, oh). Quindi davvero, non vuoi rivangare, non vuoi mettere screen, hai cancellato il file ed esorcizzato l’hard disk e cose così. Poi hai preso quell’altro torrent, quell’altro che hai appena scaricato, quello di Highschool of the Dead subbato dai Fate. Te ne hanno parlato bene senza spoilerarti niente. Sai che dovrebbe essere un buon misto di tensione, ecchi, horror e azione. Play.

E in effetti il primo episodio sembra promettere bene assai. Una tranquilla ambientazione scolastica che presenta i protagonisti, che viene improvvisamente sconvolta dall’arrivo del primo zombie. La malattia/infezione/vairus/quelcheè si spande tra le mura scolastiche e prima che qualcuno possa rendersene conto la città, l’intero Giappone e anzi tutto il mondo sono sotto scacco. Takashi e Rei si trovano subito di fronte a scelte difficili, ma si abituano in fretta alla situazione di crisi. E noi con loro, perché il coinvolgimento è davvero altissimo.

E come potrebbe essere altrimenti? L’incipit della storia è appassionante, e lo sviluppo rapido delle premesse tutto sommato semplice mantiene altissima la tensione, che tutto sommato non si abbassa mai. Assieme alle buone musiche e a dei disegni davvero stupendi, il quadro è pronto: fin dai primi episodi, Highschool of the Dead promette benissimo.

I problemi, però, ad un occhio esperto saltano subito all’occhio. L’anime è di 12 episodi, stiamo mettendo un sacco di carne al fuoco. C’è la crisi, c’è il conflitto sociale, c’è la scelta del leader, c’è la morale. C’è il virus, vorremmo saperne qualcosa di più, magari anche con qualche scena inserto, diciamo, che dia a noi le informazioni che i protagonisti non possono avere. E invece niente, ci si concentra su altro.

Tipo su personaggi irritantissimi.
Ci si concentra tropposu altro. Per cui è vero, scene di sopravvivenza e combattimento a iosa, pathos a non finire, ma la storia non progredisce. E quando al decimo episodio i nostri eroi ancora non sono usciti dalla città per cercare le proprie famiglie, inizi a sperare nella seconda serie (che per una volta meriterebbe). E invece niente, l’anime è uscito nel 2010 e di seconde serie non se ne sono viste. Per cui tutto quanto bello, tutto quanto entusiasmante, ma il succo? Niente finale, o meglio finale aperto verso una seconda serie che non s’è vista.

Ci manca solo il tramonto alle spalle.
Vale la pena? Sinceramente pensi di sì. Vero, non c’è un finale. Ma la storia merita comunque, è appassionante e la tensione non cala mai. L’anime è realizzato benissimo in quasi ogni dettaglio (tranne gli ultimi episodi, appunto) e si fa perdonare persino una mancanza così grave. Se poi dovesse uscire una seconda serie, tanto meglio.

Sì, ok, ma l’ecchi? E il fanservice? Tranquilli, non me ne sono scordato. Anche questa parte è curata molto bene, paradossalmente. Ovviamente, trattandosi di fanservice non è correlato alla storia. Ma non disturba, non intralcia, a volte è quasi piacevole. E certe situazioni di puro imbarazzo sono anche divertenti. Giusto è un po’ assurdo che tutte le ragazze del gruppo siano tettone, ma vabé…

Ok, volete gli screen. Uno per protagonista femminile, non di più!

La professoressa Shizuka.

Saeko.

Saya.

E infine Rei. Niente screen per Alice, pervertiti pedobear del cavolo (anche perché non c’è niente, sigh)!

  • tette + zombie = ♥

    • lightingcloud

      approvo anche io, e dire che in genere, lo sai, preferisco le lolita!

  • quoto musa!

    ma quindi l’anime non segue pari pari il manga?

    • lightingcloud

      non saprei, del manga ho scoperto l’esistenza solo di recente e non me ne sono interessato…