Hyouka, tipo l’anime più promettente della stagione, prime impressioni

C’è da dire che per ora ne ho visto solo due episodi. C’è da dire che sono un po’ arrugginito nel riconoscere i buoni anime, c’è da dire che (MA NON TI POSSONO LASCIARE IN QUESTO MODO ALLA FINE DEL SECONDO EPISODIO, MALEDETTI! magari ne riparliamo alla fine dell’articolo, è che ho appena finito di vederlo) c’è da dire, dicevi, che ultimamente di bello hai visto Mine Fujiko to Yu Onna e Fate/Zero ma entrambi hanno un finale un po’ meh, stai vedendo Accel World ma siamo su tutt’altro livello, quindi insomma aspettavi l’anime davvero ma davvero figo. Visto che Hyouka ti incuriosiva assai, e visto che ormai sono stati rilasciati i primi dieci episodi dai The Supremes, ti sei visto il primo. E ti sei pentito immediatamente di non averli subito tutti e 10 da divorare, che il livello gas-orgarmico nel tuo sangue è tipo più alto di Robert Wadlow.

Schermata a caso presa dall’ending, non ci sono loghi o almeno non ne ho visti.

La storia iniziale sembra molto un pretesto per introdurre uno scenario molto più interessante: Oreki è un ragazzo che non ha voglia di fare niente il suo motto è non fare nulla che non sia costretto a fare, e nel caso farlo alla svelta. La sorella però lo costringe ad iscriversi nel glorioso club di Cultura Classica del suo liceo per evitarne la chiusura. Convinto di essere il solo iscritto, si trova nel giro di poche ore ad avere come compagni di avventure l’intelligentissima ma svampita Chitanda e il database umano Satoshi. Avventure che non avranno per niente a che fare con il club…

A giudicare dall’immagine e dal finale del secondo episodio, si aggiungerà qualcun’altra…

Perché sono così gasato, vi chiedete? Ma dico, ma innanzitutto, ma li avete visti i disegni? Sono magnifici. E guardate qualcosa per le animazioni, sono spettacolari anche queste. E poi c’è un uso dei colori magnifico, e certe scene di puro impatto emozionale che ti si lussa la spalla e ti incrinano una costola. E poi mi piacciono un tot i protagonisti.

Piccoli Sherlock alla riscossa.

Tipo, Oreki Houtaro, nella parte del piccolo grande investigatore, che vede le cose, ci riflette, e ha la soluzione anche al caso più strano. Scazzato perso, scansafatiche che nemmeno io, vi sta sul cazzo i primi quindici minuti ma non riuscite proprio a non prenderlo in simpatia appena viene trascinato in tutt’altro mondo da Chitanda.

Cia~sposami.

Chitanda, della quale non mi sono per niente innamorato perso appena l’ho vista.

Geeeeee~ *w*

Per niente.

/muore

Ok, ci siamo capiti. Che è carina, ha una storia complicata alle spalle, travolge il protagonista con la sua curiosità unita ad una vitalità che in quegli splendidi occhi (vioola, ok, ma pur sempre splendidi) si vede tutta e travolge anche chi guarda.

Ricapitolando, storia intrigantissima, misteri ad ogni angolo, piccolo Sherlock in campo, ragazza splendidissima al suo fianco, comprimari simpatici da far schifo, stile grafico da paura e tutto il resto. E vabé, del resto è la Kyoto Animation. Ti piace vincere facile.