Il gioco

Alla fine il gioco è sempre lo stesso e inizia ad avere un ché di ripetitivo.

Inizia qualsiasi cosa tu stia facendo. Che tu stia chattando con qualcuno su Facebook, che tu stia leggendo un libro sdraiato sul letto, guardando un film, stendendo i panni, guardando per aria, ti stia facendo una sega.

E inizia sempre allo stesso modo. Prima un fastidio, di quelli che tu pensi che sia tutto normale, un po’ di bruciore capita ogni tanto, a tutti, magari subito dopo aver mangiato. magari per un leggero languorino, può essere un bruciore ma anche solo una “sensazione” che non capisci bene cosa sia.

Poi continua uguale: il bruciore piano piano cresce, tu ci bevi sopra dell’acqua perché in genere funziona ma lui non si placa. E cresce, e cresce, finché tu non inizi a sentirti spossato, ti si chiudono gli occhi, o forse vorresti esser tu capace di chiuderli a comando e risvegliarti quando è tutto finito. Tu continui a fare finta di niente, ma poi arrivano loro: gli spasmi.

E ti sale il nervoso e non ce la fai più, e ti stendi, sperando di trovare una posizione in cui faccia meno male, ma non ce n’è per nessuno e rimani lì. A bere, a rigirarti, a stringere un cuscino sperando che si scaldi, a volere solamente che il dolore passi prima di subito.

Poi passa, e tu…

Boh.