La campagna sta finendo, il freddo se ne va.

Ma magari. Per entrambe.

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Sapete che qui di politica si parla poco, salvo fatti eclatanti, ma ad una settimana dal voto (posso farlo? Per me la par condicio non vale, vero?) non posso mancare di buttare lì un paio di riflessioni.

Innanzitutto, se non sapete ancora per chi votare, potete farvi un idea del partito più vicino alle vostre idee compilando questo questionario. È rapido, a prova di idiota, e potrebbe almeno aiutarvi a farvi un’idea dei programmi dei singoli partiti o coalizioni. Perché, e qui parte la riflessione, se in questa campagna elettorale avete mai sentito parlare di programmi, vi giuro, siete stati fortunati. Non dico di essere un osservatore attento, per carità. Però i programmi di informazione politica li guardo, le interviste pure, gli articoli in giro li leggo.

E persino rispetto alla campagna elettorale scorsa, che credevo fosse stata becera oltre ogni limite, questa attuale si sta rivelando uno schifo incredibile. L’attenzione è più del solito focalizzata sui tre partiti principali, ai quali si aggiunge il M5S che si fa sentire a suon di urla, e ogni tanto Ingroia. Del buon Giannino (Fare per Fermare il Declino) se ne parla solo quando lo invitano, e lui è anche il solo, durante le interviste, ad entrare nel merito di cosa vorrebbe fare, ma anche di cosa si potrebbe fare.

Gli altri sbandierano i candidati donna, sbandierano i candidati incensurati, quelli gay, i giovani, i nuovi.  Si urlano addosso, puntandosi contro il dito, sbeffeggiandosi, criticandosi solo sul piano personale. E i programmi? E il futuro? Mai una parola. Se non quando gliela si tira fuori con le pinze, e in quel caso è sempre un giro di parole. (O una cazzata.)

E poi sta par condicio. La par condicio che si sta rivelando un male, al punto di chiedersi quanto sul serio sia necessaria. Perché è per colpa della par condicio se i vari leader hanno la possibilità di scartare il confronto. Anche se fanno finta di volerlo, salvo poi dire «eh, ma c’è la par condicio, quindi non si può, pazienza».

O ancora tutti che improvvisamente sono a favore di tutti i diritti civili. Tutti cavalcando l’onda dello scandalo recente, che sia il femminicidio, l’omofobia, le quote rosa, l’animalismo, qualsiasi cosa, tutte quelle cose buone e giuste ma che si trasformano in mondezza appena vengono toccate da questa gente qui.

Alla fine, al solito, la riflessione è venuta un tantino confusa. Comunque io a sto giro mi sa che, causa esami, le elezioni me le perdo e mi dispiace un sacco. Non ho bene in chiaro chi votare, sono indeciso tra il voto col naso turato per il PD e quello o per i Radicali o per Fare. Ma dato Pannella propenderei più per il secondo.

Non so nemmeno più cosa augurarmi da questa tornata elettorale. Tranne una cosa.

Che sta caciara finisca in fretta e che se ne stiano zitti nelle loro poltrone per altri cinque anni.