La Ragazza che Giocava con il Fuoco

Non ho mai parlato su queste pagine di uno dei più famosi esponenti contemporanei della letteratura poliziesca svedese, il fu Stieg Larsson. Ho finito oggi (4 giugno 2013, ops) La Ragazza che Giocava con il Fuoco, secondo libro della sua trilogia, Millennium, divorando circa 750 pagine in nemmeno cinque giorni, privandomi di molti altri miei hobby e sicuramente di molte più ore di sonno di quanto non fosse legittimo. Però cavolo se ne è valsa la pena.

La Ragazza che Giocava con il Fuoco
Ho scritto l’articolo che ero ancora a Cagliari, parliamone.

Perché il libro, ovviamente, è bello. E non solo in sé, visto che personalmente ritengo la copertina molto bella. La Ragazza che Giocava con il Fuoco è un bel thriller, avvincente, per lo più ben costruito.

Non è perfetto: soprattutto le prime cento pagine del libro cozzano un po’ con i ricordi de Uomini che Odiano le Donne e sono pieni di inforigurgito, una marea incredibile di informazioni inutili sui luoghi in cui è ambientato il libro, o sul Teorema di Fermat che nel libro è infilato a pera con l’unico scopo di dare forse un tono di colore alla protagonista (come se ne avesse bisogno, poi) e proporre alcune enigmatiche righe sul finale della storia.

A parte questo, che comunque è un problema risibile visto che le pagine e i capitoli inutili di La Ragazza che Giocava con il Fuoco si possono tranquillamente saltare, per il resto abbiamo il perfetto thriller alla svedese che abbiamo imparato a conoscere in questi ultimi anni, probabilmente tra i migliori che abbia avuto il piacere di leggere. La storia è appassionante, è facile affezionarsi ai protagonisti (Lisbeth in particolare) e ci si ritrova in fretta a saltare le righe solo per sapere cosa è successo.

Anche se alla fine, a mente fredda, viene da chiedersi se una tale serie di coincidenze sia possibile, basta ricordarsi che in fondo si tratta di un libro. Improbabile nella vita vera, ma finché i nostri occhi sono incollati sulle pagine non può che sembrarci il mondo più plausibile in assoluto.