L’abbraccio

«Bisogna solo risolvere questa faccenda dello schermo in mezzo.»

La conversazione l’aveva conclusa così, prima di darle la buonanotte. Le aveva promesso un abbraccio ma non sapeva come mandarglielo. Non c’era solo lo schermo a separarli, c’erano tanti chilometri, il mare.

Un disegno? Carino, ma banale. Lasciarlo scritto così, su qualche muro virtuale? Molto esibizionista, e comunque mancava di spessore.

Ovviamente non poteva restare sveglio tutta la notte a pensarci. Ovviamente non era una cosa che spettava a lui decidere. Non era lui a controllare il proprio cervello. Mai.

Non era mai stato bravo ad esprimersi. Non su queste cose, almeno, visto che per il resto aveva sempre l’argomento per dire l’ultima su quella faccenda di politica, per convincere gli altri della correttezza del suo assunto filosofico, per far capire che la sua analisi del derby della domenica era la più completa.

Coi sentimenti, però, un calvario. Anche perché non era facile. Non sapeva mai quando le sue parole avrebbero passato la sottile linea tra amicizia e amore. Forse una persona normale lo avrebbe saputo, ma non lui. Non capiva mai quando era troppo. O, meglio, secondo lui era sempre troppo.

Era vero che avrebbe voluto abbracciarla. Da amici, però. Sì, ok, lui era single, ma che c’entra? Non si può desiderare una semplice amicizia? O si preoccupava perché era lui incerto dei suoi stessi sentimenti?

No, la verità era semplicemente che era lui incapace di leggere le situazioni, che nelle parole altrui leggeva sempre troppo. E a furia di farlo si era convinto che fosse così per tutti. E scegliere le parole, in quelle situazioni, a volte era quasi una sofferenza.

Nel pieno della notte, stanco di arrovellarsi e stanco e basta, prese una decisione. In quelle situazioni lui era pessimo ad esprimersi, è vero. Ma era almeno un po’ capace a scrivere delle storie. Ringraziò di avere lasciato il PC acceso, così l’idea non ebbe tempo di scappare.

Avrebbe scritto la storia di un ragazzo che voleva mandare un abbraccio a una ragazza, ma non sapeva come fare, e alla fine lui decideva di scriverle una storia, su un ragazzo che voleva mandare un abbraccio a una ragazza, ma non sapeva come fare.

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