Le Ho Mai Raccontato del Vento del Nord

Titolo Originale: Gut Gegen Nordwind
Autore: Daniel Glattauer

Trama: da una semplice e-mail inviata all’indirizzo sbagliato può nascere qualcosa di importante? La corrispondenza tra Leo ed Emmi sembra dire di si, ma non sempre le cose vanno come ci si aspetta.

Capita anche questo: comprare un libro attratto solamente dalla copertina e dal titolo, ma assolutamente non dalla descrizione in quarta, convinto che sarà una (mi permetto la parolaccia) grandissima cazzata, e trovarsi alle due di notte a metà libro incapaci di chiuderlo per finirlo il giorno dopo andando avanti a leggerlo e finirlo fino alle quattro del mattino. Capita.

E, si, ovviamente è quello che mi è successo con Le Ho Mai Raccontato del Vento del Nord, addocchiato un giorno di dicembre -mi pare- in una libreria, non comprato per mesi e mesi finché una recensione su aNobii non mi ha detto che, ma si, per una volta si poteva fare. No, non me lo ha detto, ma io l’ho individuato come segno del destino e vabé, il risultato è lo stesso.

Non è un capolavoro, eh. Tutt’altro. La trama è una specie di side story di Scrivimi Fermo Posta (o C’è Posta per Te, se preferite) dal sapore ironico e leggero, ma comunque molto appassionante, scritto con una tranquillità deliziosa che non pretende nulla ma cattura senza scampo.

Le Ho Mai Raccontato del Vento del Nord è uno di quei libri leggeri che veramente non pretendono niente, non impartiscono grandi lezioni, difficilmente aspirano all’Olimpo dei libri, ma che troveranno qualcuno in cui saranno in grado di lasciare il segno, qualcuno cui insegnare qualcosa.

Si vocifera un seguito: lo spero, perché ad ogni modo la conclusione dell’avventura di Leo e Emi meritava qualche paginetta in più.

Edito da: Feltrinelli. Per la collana Canguri, ci avevamo trovato anche Esbat. La mia impressione è più o meno la stessa dell’altra volta: oggetto di buona fattura, caratteri grandi ma non troppo e leggibili, buona carta, bellissima copertina. Stavolta la descrizione nel risvolto è azzeccata (e che ci voleva? La trama è semplicissima). Una cosa, però, non mi va giù: il formato troppo grande per essere veramente tascabile, e la finta sopracopertina che rende scomodo tenere il libro con una mano.