Le Idi di Marzo

Il secondo film della serie domani lo tolgono da Netflix quindi è bene che mi muova a vederlo è Le Idi di Marzo, stavolta senza fraintendimenti sul genere ma solo sull’effettivo protagonista. Considerato che Ryan Gosling è bravo uguale e che non subisco particolarmente il fascino maschile di George Clooney, mi è andata bene.

le idi di marzo

Titolo originale: The Ides of March
Anno: 2011
Durata: 101′

Comunque questa storia di intrighi e tradimenti me la immaginavo un po’ diversa, ecco, considerato il richiamo alla storia romana. Mi aspettavo (appunto) che il protagonista fosse Clooney e che il suo personaggio sarebbe stato il Gaio Giulio Cesare al centro dell’accoltellamento, e invece.

E invece questa non-troppo-intricata storiella di addetti stampa che si pugnalano alle spalle pur di avere un posto accanto al prossimo futuro presidente non mi è esattamente nuova (insomma, siamo ormai alla quarta stagione di House of Cards per dio) ed è anche abbastanza prevedibile.

le idi di marzo

Fortunatamente gli attori principali sono tutti assolutamente grandiosi (e stavolta ho voluto sentirlo in inglese, comunque i sottotitoli non sono serviti molto: niente texani) e Le Idi di Marzo resta un film che si lascia vedere, che tiene incollati allo schermo nonostante non stupisca davvero mai.

Nel complesso, ecco, mi sarebbe piaciuto dare a Le Idi di Marzo una valutazione migliore ma avrei anche voluto vedere qualche colpo di scena vero. La sceneggiatura (dello stesso Clooney, come anche la regia) purtroppo presenta diverse debolezze in fase di svolgimento e approfondimento dei personaggi secondari, specialmente quelli femminili appena di contorno (dubito che questo film passerebbe il test di Bechdel, per quel che vale) che si trovano comunque a fare da motore narrativo, risultando nel complesso blanda. Alla fine, insomma, un film appena sufficiente per il quale per fortuna non ho speso i soldi di un biglietto al cinema.