L’isola della Paura

Titolo Originale: Shutter Island
Autore: Dennis Lehane

Mai giudicare un libro dal film, o viceversa. Quante volte c’è capitato di avere dimostrazioni o confutazioni di questa sacra regola? Eppure è difficile, perché sia film che libri sono qualcosa che ci entra dentro e ci rimane, spesso, influenzando volenti o nolenti le nostre impressioni.

Non so, quindi, se sono stato imparziale nella lettura del libro da cui è tratto Shutter Island, bellissimo film di cui ho parlato su queste pagine. Non so se il fatto che lo abbia divorato in poco meno di tre giorni sia segno di quanto mi stesse piacendo o di quanto le scene del film mi volassero in testa con le parole. Perché se a questo punto posso tessere un elogio al film, è (seppur con gli ovvi limiti delle trasposizioni) la grandissima fedeltà verso la storia originale.

Ma ci sono delle cose che mi fanno credere che non sia solo il film ad avermi fatto piacere L’Isola della Paura.

Racconto la storia a beneficio di chi non ha visto il film: i federali Edward “Teddy” Daniels e Chuck Aule devono investigare la misteriosa scomparsa di una paziente del manicomio criminale sull’isola di Shutter Island. Immersi in una situazione surreale e isolati dal mondo, soli contro tutti, si troveranno a portare a galla delle verità assolutamente incredibili.

Ok, come sinossi non è un granché. La storia di Shutter Island (uso il titolo originale, quello italiano è fuorviante) è molto complessa, alla luce dei fatti, forse un po’ troppo per poterla riassumere in poche righe. Oltre al segmento chiaramente thriller, infatti, troviamo intrecci fortemente drammatici e risvolti psicologici inaspettati che presto si uniscono in un ensemble avvincente e sconcertante.

Lehane scrive bene e chi lo traduce lo fa bene. Lo stile è semplice e asciutto, immediato e avvincente. La storia è ben tessuta e sempre con il famoso senno di poi non si può non fare tanto di cappello per moltissime scelte stilistiche che confondono noi tanto quanto il povero Daniels.

La cosa migliore, in effetti, è vivere l’evoluzione del personaggio principale come se al suo posto ci fossimo noi, attraversando i suoi sogni e le sue paure, i suoi pensieri e i suoi sconcerti come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Chi avesse visto il film non mancherà di apprezzare tutte le aggiunte alla storia che permettono di capirla in maniera più approfondita, mentre il lettore “nuovo” si troverà davanti un thriller psicologico mozzafiato e dal finale inaspettato capace di tenerlo incollato alle pagine per ore.

Edito da: Piemme. Il libro l’ho letto in formato ebook, quindi non è che ci sia molto da dire. L’edizione digitale pecca di qualche refuso di troppo e di un paio di traduzioni incerte, ma nel complesso rimane un ottimo prodotto.