L’ultima Riga delle Favole (poi per piacere torniamo a Buongiorno, Gramellini)

Io Gramellini lo stimo tantissimo. Mi piace molto come giornalista, adoro ascoltarlo quando passa a Che Tempo che Fa, mi piace molto, ogni mattina, aprire il suo blog e leggermi il Buongiorno. E quando ho scoperto che oltre ad essere -secondo me- un ottimo giornalista era anche uno scrittore ho deciso che qualche libro suo lo avrei dovuto leggere. Ho deciso di iniziare con i romanzi. Prima l’ultimo, Fai Bei Sogni, poi il primo. Ho trovato Fai Bei Sogni un libro abbastanza dimenticabile, ma che in qualche modo rimane. Quindi tutto sommato un bel libro. È con speranza che mi sono rivolto a L’ultima Riga delle Favole. Io, da uno come Gramellini, pretendo il meglio.

Sì, fa molto effetto.
Sì, fa molto effetto.

E invece niente, anche stavolta alla fine mi sono dovuto arrendere. L’ultima Riga delle Favole credo vada inteso come un racconto fisolofico, ma i romanzi filosofici sono difficili. Perché è troppo facile che ricadano nella banalità più becera, ed è anche difficile che alla lunga non annoino. Specialmente se li si vuole mantenere sul semplice. E comunque, diciamocelo, dopo Also sprach Zarathustra non c’è proprio storia. Per nessuno.

Ci troviamo così di fronte ad un libro di quasi 300 pagine ma che vorremmo durasse molto di meno e probabilmente anche che parlasse di tutt’altro. Il protagonista del romanzo, Tòmas, fugge dall’amore ma messo di fronte all’inevitabilità della morta finisce in una specie di mondo spirituale dove deve cercare la cura del suo rifiuto. Zuccheroso? Sì, come sono zuccherosi e banali gli scambi di battute tra i vari personaggi. Il fatto che le cose che dicono siano condivisibili non rende il tutto migliore, al massimo attenua giusto un poco il fastidio.

Se in Fai Bei Sogni alla fine c’era almeno il colpo di coda, quello slancio che permetteva al libro pur mediocre di colpire in qualche modo nel segno, con L’ultima Riga delle Favole abbiamo un romanzo che ci mette un centinaio di pagine a decollare e che prosegue per le restanti centocinquanta in un volo incerto per poi finire nello schianto del finale già chiaro fin dalle primissime righe.

Al secondo romanzo, insomma, posso farmene una ragione. Gramellini è un ottimo giornalista ma credo che debba restare a fare il giornalista. Ha scritto altro, comunque, e ho tutta l’intenzione di leggerlo. Perché forse me ne posso fare una ragione, ma imparare proprio no.

  • Uffa, che invidia ç_ç Anch’io vorrei tanto riuscire a leggere di più (quest’anno penso sia il record, visto che in 4 mesi ho letto un solo libro, finora! mentre di solito riuscivo a leggerne quasi uno al mese) Ma col lavoro, il cane, le faccende di casa (ora che vivo da solo) e le uscite nei week-end, di tempo libero me ne rimane pochissimo (nell’ultimo mese anche la play è quasi sempre rimasta spenta). Ormai leggo praticamente solo al cesso, ma seguendo mille manga, oltre a qualche rivista, di tempo per i libri non me ne resta manco morto ç_ç Ti voglio bene, cmq, e mi manchi, brutto stronzo ♥

    • lightingcloud

      Anche tu mi manchi, musino ♥ io mi sono imposto di leggere almeno mezz’ora al giorno, che sembra poco ma comunque aiuta. Certo poi spesso inizio con mezz’ora e finisco alle tre di notte perché non sono riuscito a staccarmi dal libro, ma…