mai più…

Mai più due ore di autobus. Mai più. E a meno di pioggia, non voglio più salirci sopra per almeno tutta la settimana. Cristo.
Comunque. In questi giorni ho una sensazione strana. Non è la prima volta che la avverto, in realtà, ma sta diventanto più spiacevole del solito. In sostanza mi sento come se i miei pensieri e la mia attenzione dovessero passare attraverso una sorta di foschia, una specie di filtro che ovviamente ne indebolisce gli effetti. Ieri, leggendo AQUA, mi sono accorto che in realtà era quasi come se nemmeno stessi guardando i disegni. Eppure, oggi mi ricordo quello che ho letto. È strano.
Posso solo fare delle ipotesi (frase rubata da Murakami, perdono) ma credo che i motivi fondamentali possano essere due: una gran febbre, o quanto meno una leggera influenza, che mi sembra di sentirmi addosso. Potrei aver preso freddo dormendo con il pigiama estivo (solo da poco me ne sono comprati due da mezza stagione, in un cotone morbidissimo, yay) o andando in facoltà e sudando in salita, non lo so; l’altro motivo potrebbe essere un gran numero di preoccupazioni e di pensieri sotterranei che mi ronzano in testa quando vivo da solo, cosa che credo in fondo sia normale: avrò chiuso l’acqua? Le finestre? Quando è il giorno giusto per fare il bucato? Il gas? Quanto sarà la bolletta? Preoccupazioni da massaia, insomma, anche se spero per loro che, fatta l’abitudine a questo turbine, i loro pensieri siano un po’ più lucidi.
Per ora, quindi, penso sia meglio evitare alcune attività che a mio avviso richiedono la possibilità di concentrarsi al 100%. La lettura, soprattutto, nonostante abbia molto da leggere. Come mi ha insegnato L’Arte di Correre, non riesco ad assorbire le emozioni che mi trasmette quello che leggo. E questo è tremendo, perché è il motivo per cui leggo, fondamentalmente. Senza quelle emozioni, mi sembra di tornare ai tempi del liceo e di leggere i capitoloni dei Promessi Sposi senza che questi mi provocassero alcunché, solo perché qualcuno mi obbligava a farlo. L’ho sempre odiato, quindi per un po’ penso sia meglio non prendere in mano nessun libro, almeno non finché non avrò assorbito tutti questi pensieri, o quantomeno finché non sarò riuscito a conviverci.
Cambiare casa non è facile, e abituarsi ai ritmi di una nuova coinquilina anche di meno, nonostante lei in casa non ci sia mai.
Forse sono semplicemente stanco, anche se non saprei dire di cosa. Chissà.
Nel frattempo, film e anime poco impegnativi (ne ho a bizeffe) serviranno a riempire le mie giornate fino a che non mi porteranno internet a casa. Nel frattempo, ja ne.

p.s. in realtà credo che questo riuscirò a postarlo solo quando avrò la linea al pc fisso, quindi sticazzi ke vabé, kmq.
p.s.2: sono tornato

  • Credo tu sia solo molto stressato. Ti assicuro che ci sono passato anche io (e a volte ho delle ricadute). Purtroppo le preoccupazioni impediscono all’organismo di godere “appieno” di ciò che gli viene offerto. Ad esempio capita di perdere l’appetito se si pensa all’affitto da pagare, anche se prima eravamo tremendamente affamati.

    Stai vivendo un periodo piuttosto difficile XD. Dovresti cercare un pò di serenità. Per riuscirci devi dare un peso non troppo grande ai problemi che ti affliggono

  • Geeno

    Succede anche a me, per il secondo motivo (anche se ultimamente mi sento un po’ strano). Credo sia normale cmq, noi universitari siamo abbastanza stressati ._.