Mercurio

Titolo Originale: Mercure
Autore: Amélie Nothomb

Mi ha colpito, davvero. Voglio dire, di Amélie Nothomb avevo letto solamente Stupore e Tremori, e credevo che all’incirca tutta la sua produzione fosse su quel genere. Forse un po’ particolare, ma insomma, un genere che a saperlo gestire può essere molto prolifico.

Poi mi regalano questo libro, in francese, Mercure. Dall’aspetto sembrerebbe breve, decido di iniziarlo ché il rischio di fargli fare scaffale per mesi è tanto, ma è un regalo e vorrei metterci mano subito. E, per dio, mi cattura. Eccome se mi cattura.

A parte qualche problemino iniziale con la lingua, la lettura è scorrevole. Adesso posso apprezzare il traduttore di Stupore e Tremori perché è stato capace di rendere perfettamente lo stile della Nothomb nonostante il passaggio di lingua. La lettura è scorrevole, dicevo, e la storia è fantastica. Una storia forse d’avventura, sicuramente dalle forti tinte thriller, ma soprattutto di una cupezza, soprattutto a livelli psicologici, quasi disturbante, sicuramente alienante.

Seguire le avventure dell’infermiera Françoise alle prese con il Capitano e la sua pupilla Hazel ci getterà all’interno di una spirale di follia, ma della quale riusciremo a capire il senso solamente al termine della storia, quando anche l’ultimo velo verrà sollevato per scoprire la verità.

Geniale l’idea del doppio finale, uno felice (a detta dell’autrice, almeno) e un altro che a me è parso felice uguale, forse più in linea con la follia che permea ogni singola pagina di Mercure.

P.S.: sull’editore stavolta non mi pronuncio, si tratta di un libro francese e non conoscendo nulla del mondo editoriale d’oltralpe preferisco astenermi da qualsiasi commento.