Metro 2033, che cos’è?

Metro 2033, per quanto mi riguarda, fino alla settimana scorsa, era solamente un videogioco (occhio che su Wikipedia, ormai, Trama=Spoiler). Un FPS, per la precisione, di cui non mi pare di aver letto né un gran bene, né un gran male. Un FPS a tinte horror, mi sento molto specifico oggi.

Poi vado su Annessi & Connessi (ve li ricordate, si, bestiacce?) e scopro, udite udite, che in realtà Metro 2033 è un romanzo. Ma che dico, un romanzo. Un sacco di romanzi. Il primo (recensito splendidamente qui) del russo Dmitry Glukhovsky, ambientato ovviamente in Russia, che è solo l’incipit, la pietra d’angolo che poi va a costruire un mondo post-atomico, uno scenario distopico assolutamente da manuale che da la sensazione di essere profondo all’inverosimile (e fottutamente interessante).

Pensate che c’è pure il “capitolo” ambientato in Italia, non so se mi spiego.

Io lo ammetto, visto che il libro è un bel mattoncino ho le mie remore. Temo che sia molto “mondo” e poca “trama”, quindi non sono sicuro di volere iniziare la lettura. Però ammetto anche che ogni giorno è più difficile resistere alla tentazione di fare un salto in libreria.

E voi?