Non Lasciarmi

Mamma mia. Mamma mia ragazzi. Io non so se conoscete Kazuo Ishiguro. Non so se pensando a lui credete di avere davanti uno scrittore alla Haruki Murakami o alla Yasunari Kawabata. Non so se leggendo Quel che Resta del Giorno non capiate come possa un giapponese scrivere in una maniera così perfettamente british delle avventure vicissitud giornate di un maggiordono inglese nella campagna inglese.

quel_che_resta_del_giorno_anthony_hopkins_james_ivory_015_jpg_kuip
No, il maggiordomo inglese non mangia carne umana.

Comunque tutto questo non c’entra niente, perché oggi non sono qui per parlarvi di un bellissimo libro che ho letto ormai due anni fa o di un film presumibilmente bellissimo ma che non ho mai avuto il coraggio di vedere. Oggi sono qui perché di nuovo voglio scontrarmi con l’impossibilità manifesta di mettere per iscritto quanto un libro che ho appena finito di leggere sia semplicemente magnificamente stupendo, bellissimo, immenso. [cit.]

La copertina è bella, eh, ma non c'entra niente col libro. Peccato.
La copertina è bella, eh, ma non c’entra niente col libro. Peccato.

Non Lasciarmi è un libro bellissimo, immenso, ma per davvero. Lo è non solo per il tema che tratta, ma per come lo tratta. Perché è un libro che non ci aspetteremmo dopo Quel che Resta del Giorno, perché è delicato, ma lo è come la goccia d’acqua che colpisce la roccia. È delicato, ma pagina dopo pagina scava con delicatezza e arriva in fondo, molto in fondo. Lo fa piano, raccontando le avventure della protagonista e dei suoi due amici con semplicità, in uno schema ripetuto di introduzione-flashback-riflessione, sempre uguale capitolo dopo capitolo, ma mai banale o stancante. Lo fa, in quello schema, aggiungendo piano piano dei dettagli ad un atmosfera che all’inizio sembra semplicemente ottocentesca, poi si capisce essere dei giorni nostri, poi distopica, quasi post-apocalittica. Eppure non è così, e alla fine è chiaro che il quadro che dipinge Ishiguro è quello di un semplice futuro alternativo, a tinte fosche, ma che se ci pensiamo bene suona quasi inevitabile. E tremendamente realistico.

C'è il film. Lo scaricherò? Sicuro. Lo vedrò? Un po' meno sicuro.
C’è il film. Lo scaricherò? Sicuro. Lo vedrò? Un po’ meno sicuro.

Non mi piace citare le quarte di copertina, ma ancora meno mi piace cercare di scrivere qualcosa che qualcuno ha già scritto meglio.

Non Lasciarmi è prima di tutto una grande storia d’amore. È anche un romanzo politico e visionario […] uno di quei rari libri che agiscono sul lettore come lenti d’ingrandimento: facendogli percepire in modo dolorosamente intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita.

Leggere. RAUS!