Okami

Produttore: Clover Studio
Piattaforma: Playstation 2
Genere: Avventura/Platform
Prezzo all’uscita: 59,99€

Trama: dopo 100 anni dalla sua sconfitta, il demone a otto teste Orochi risorge dalle tenebre e invade il mondo. Usando le sue ultime forze, la dea della natura riesce a risvegliare il potente Amaterasu, il demone lupo, che già una volta aveva sconfitto il malvagio Orochi.

Nonostante possa sembrare più un gioco da Wii, Okami è nato per il famoso monolite nero della Sony. Questo titolo ha fatto veramente tanto parlare di se, ma se lo è meritato?

Grafica: 9/10
Okami è un vero e proprio spettacolo per gli occhi. La grafica non è niente di tutto ciò a cui siamo stati abituati: niente modelli poligonali dettagliatissimi, niente cell shading somigliante ad un anime. Giocare ad Okami è più simile all’esperienza dell’ammirare le stampe del medioevo giapponese, con un grande uso del pennello nero per i contorni e colori usati solo come riempimento per donare vita alla figura. Molto ben rese le ambientazioni, ampie e dettagliate, così come tutti i NPC sono perfettamente riconoscibili. Peccato che i mostri, fatta eccezione per le dimensioni, non siano poi tanto vari.

Musiche: 9/10
Molto d’ambiente e perfettamente in quello che sarebbe il tempo di svolgimento del gioco, le musiche di Okami fanno veramente la loro porca figura. Anche se non si può dire che la tracklist sia tra le più varie, sicuramente non si potevano trovare sonorità più azzeccate per questo titolo.

Giocabilità: 9/10
Anche se all’inizio possono apparire complicati, i controlli di Okami sono veramente a prova di deficiente: in modalità movimento con lo stick sinistro si controlla Amaterasu, con il destro si sposta la telecamera, con quadrato si effettua un piccolo scatto, con croce si salta e con triangolo si accede al menu. Ancora, con i tasti dorsali si apre la minimappa, si effettuano alcune mosse speciali o si entra in modalità pittura, il punto forte di Okami. Una volta stesa la tela, infatti, sarà possibile maneggiare il nostro pennello con quadrato e lo stick sinistro per utilizzare gli speciali poteri di Amaterasu. In combattimento, invece, quadrato e triangolo attivano rispettivamente l’arma primaria e quella secondaria. L’unica difficoltà che si incontra con i controlli, alla fin fine, è il prendere l’abitudine nel maneggiare il pennello, ma dopo un’ora scarsa di gioco ci sentiremo dei veri e propri pittori.

Longevità: 8/10
Per arrivare a sconfiggere Orochi si possono impiegare dalle 15 alle 20 ore a seconda che si scelga di completare alcune sottotrame o meno. Il gioco, a mio avviso, poteva benissimo finire qui. Dopo Orochi, invece, inizia una seconda tranche di storia a mio avviso del tutto inutile, visto che i risultati fino a quel momento erano più che soddisfacenti e lo scopo iniziale del gioco era stato raggiunto.

Originalità: 10/10
Per quanto per molto versi Okami ricordi i platform e i giochi d’avventura già esistenti, con immense mappe da esplorare e nemici da sconfiggere raccogliendo oggetti e soldi, la possibilità di interagire con il mondo attraverso una tela e il pennello portano il titolo su un livello completamente diverso. Sbizzarrirsi a cercare nuovi utilizzi dei nostri tredici poteri speciali è una cosa incredibilmente divertente, a volte magari frustrante, ma a cui non rinunceremmo per niente al mondo.

Globale: 9/10
Okami, insomma, è un titolo praticamente perfetto che ogni videogiocatore che si rispetti dovrebbe avere nella propria ludoteca, adatto anche a coloro che non si possono certo definire hardcore gamers. Molto divertente e molto intuitivo, la trama non molto profonda permette di poterci giocare anche con una certa leggerezza. Purtroppo, questo gioco ha due macchie abbastanza pesanti: il doppiaggio è orrendo, decisamente fastidioso e a tratti irritanti. Quel che è peggio è… che è completamente inutile. I personaggi non parlano, fanno solo dei versetti indecifrabili ma troppo monotoni perché non possano innervosire dopo due o tre ripetizioni. Inoltre, l’inesistenza della funzione di skip per le scene più tediose rovina di molto la linearità del titolo costringendo alla lettura dei dialoghi anche quando le stesse parole siano state ripetute tre o quattro volte. In generale, però, Okami è un piccolo capolavoro, forse l’ultimo che il mondo dei videogiochi regala alla Playstation 2, assolutamente da provare.

Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Come detto più volte, Okami è un capolavoro. Per un titolo di questo calibro, anche 70€ sarebbero perfettamente spendibili senza remore, quindi che aspettate? Procuratevelo e giocateci!