OPEN

Uno da bambino inizia a giocare a tennis e se ne fa un’idea. Ogni tanto lo guarda in TV e quell’idea si rafforza. Magari quel qualcuno ha anche una sua idea sulle biografie pur senza averne mai letta una perché pensa che siano paragonabili ai libri di storia, noiosi. Poi legge OPEN, la biografia di Andre Agassi.

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Ovviamente ho cambiato idea, sulle biografie e sul tennis. Sul tennis ho sempre pensato che fosse uno sport per ricconi. Che hanno voglia di impegnarsi, ma per ricconi. Poi leggo della storia di Andre Agassi e di tutto quello che ha passato per diventare il grande giocatore le cui partite ricordo a malapena (ma lo ricordo benissimo come selezionabile in qualche simulatore della SEGA) e mi vergogno. Mi vergogno non solo per quando mi lamento di star male anche quando qualsiasi cosa abbia è del tutto sopportabile, ma anche per quando magari ho la febbre a 40 e non riesco a muovermi. Mi vergogno e basta, perché la storia di quest uomo mi fa capire tante cose.

Più di tutto ovviamente ho cambiato idea sulle biografie. Perché questo libro è bello come i migliori romanzi che ho avuto la fortuna di leggere in tutta la mia vita. È scritto con uno stile scorrevole e avvincente, frasi semplici ed efficaci, mantiene sempre alta la tensione e l’attenzione, non stanca mai, non c’è niente di superfluo. E quando parla della moglie e dei figli è la cosa più tenera di questo mondo. Leggo per ore e mi sembra che siano passati nemmeno quindici minuti, non riesco a staccarmi. Il paragone più calzante che m’è venuto in mente è che Agassi, col suo biografo Moehringer, riesce a mettere in campo col lettore le sue più belle partite di tennis, dove a fare il ruolo di palla e racchetta sono le parole e le frasi. Alla fine non c’è un vincitore, ma indipendentemente da questo ho chiuso il libro convinto che questa partita m’avesse regalato davvero, davvero tanto.

  • cate

    Anche a me il libro è piaciuto (salvo la descrizione delle partite di cui non capivo nulla!)

    • lightingcloud

      Perché i tempi in cui hai giocato sono troppo lontani!

  • cate

    forse è proprio così!