quel che mi dispiace veramente

C’ho pensato su spesso ultimamente. C’era qualcosa, c’è qualcosa, che semplicemente non va. E ho capito cos’è:

Quel che mi dispiace veramente è sentirmi sempre con l’acqua alla gola, esami a non finire, crediti da recuperare. E alla fine non riesco ad appassionarmi a quello che studio, per quanto bello sia, perché sono costretto a vederlo come un ostacolo al mio futuro. Lo trovo… assurdo.

(3+2 fottiti, la riforma peggiore mai concepita)

  • cate

    Costruire una casa è il contrario del bello: i muratori sporcano, sono in ritardo, i materiali non arrivano, l’idraulico è introvabile, qualcuno cercherà sempre di fregarti in qualche modo. Eppure costruire la propria casa è una grande avventura perchè alla fine eccola lì bella come la hai voluta ed è tutta tua. La metafora è banale, solo per dire che la costruzione di una vita è una faccenda faticosa impegnativa difficile. E studiare non è solo un impegno ma anche un privilegio che non tutti hanno. Certo bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare ma si lavora per se, per il proprio futuro e bisogna crederci al futuro, alla possibilità che tutti abbiamo di renderlo migliore, alla faccia delle tante cassandre che affollano la nostra epoca. Allora in bocca al lupo, un grande respiro e via ad affrontare la vita che non sempre sarà un viaggio piacevole!

  • Geeno

    Provo la stessa cosa. Il fatto è che studiare per passare un esame, non è la stessa cosa che studiare perchè l’argomento ti piace. Anche se magari l’argomento è lo stesso. A volte mi dimentico pure perchè ho scelto fisica.