Resident Evil: Afterlife

Nuovo postulato del Cinema Moderno: se è brutto, fallo in 3D

Avendo visto i primi tre della saga, ho voluto fare uno sforzo e procurarmi anche il quarto film della serie ispirata a Resident Evil. Questo episodio, Afterlife, riprende qualche mese dopo Extinction: Alice ha trovato un numero indefinito di suoi cloni, tutti dotati dei poteri del T-Virus, e si lancia all’attacco della sede centrale della Umbrella. Fallito il tentativo di uccidere Wesker, Alice (che scopro ora non essere Jill Valentine sotto falso nome) cerca di riunirsi ai suoi compagni che l’avevano preceduta nel supposto paradiso terrestre, Arcadia.

E da questo momento in poi il film diventa, secondo dopo secondo, sempre più demenziale. Completamente abbandonata ogni velleità horror cerca di lanciarsi sull’azione spericolata che però in un film del 2010 non può risultare così finta e legnosa bene al di sotto del limiti della decenza.

Ma è proprio il film nel complesso ad essere brutto, continuando quella caduta libera della qualità che ha distinto tutti i capitoli successivi al primo (che già non era certo un caplavoro): oltre alle scene d’azione inguardabili, abbiamo dei dialoghi inascoltabili (come il gruppo di sopravvissuti che ripete ad Alice per qualcosa come otto volte che pensavano lei venisse da Arcadia. Ok, abbiamo capito, ma con Alice non è il modo giusto per cercare di mettere la chiave nella toppa, capì?), personaggi stereotipati (il negretto che muore ma in realtà no, star del basket e ovviamente esperto nell’uso delle armi, di cui Alice si innamora anche se non ce lo dice ma si vede, perché per il cinesino non s’era mica disperata così), mostri decisamente poco ispirati (il mega-zombie armato dell’ascia di Rock, degli arpioni di Capitan Uncino e degli spiedini di Capitan Findus, vestito come uno dei XIII di Kingdom Hearts 2 ma con in testa un cappuccio molto in stile Silent Hill) e situazioni oltre il limite del paradossale (“liberali tutti!” dove tutti sono 2800 esseri umani mentalmente condizionati da un dispositivo che li rende decisamente violenti, e i “buoni” sono solo in tre).

E mentre su Wikipedia prendo le informazioni per completare la recensione, un brivido di orrore mi percorre la schiena al pensiero che quest’anno esce il quinto e che ce ne sarà pure un sesto. Sigh.

  • Li ho visti tutti anch’io (il secondo a spezzoni), ma a me i film di RE fanno cagare a spruzzo. Il tutto peggiorato dal fatto che ODIO Milla Jovovich e il modo in cui suo marito Paul W.S. Anderson la faccia apparire SEMPRE come Wonder Woman (vedi la scena in bullet time in “I tre moschettieri” o un RE a caso). Proprio che sputerei in faccia a entrambi.

    • lightingcloud

      io speravo che questo fosse l’ultimo, mi rifiuto di guardare i due che devono uscire. l’hanno tirata trooooooppo per le lunghe, cazzo.