Rinne no Lagrange, seconda serie

C’era una volta, sulle pagine di questo blog, una serie un po’ particolare. L’avevi iniziata perché sembrava sia divertente che ben realizzata che piena di tanto bel fanservice di quello buono, però, non fastidioso e senza senso. Ti eri ritrovato con una cosa carina, con dei robottoni fighissimi, delle gag divertenti, dei simpatici momenti lacrimuccia, un po’ di fanservice di qualità. Una cosa carina, però, nulla più. Una cosa carina che metteva un sacco di carne al fuoco e che ti lasciava alla fine della prima serie con tutto in sospeso. Cos’era, alla fine, il Rinne? E Yurikano, chi è? I tre Vox si uniranno in un unico Megazord? Ma un paio di tette le vogliamo mostrare?

Poi arriva la seconda serie. Che con quelle domande ci si pulisce allegramente il culo. Anche con quella delle tette. E quella era la più facile.


Forse le tue esperienze con le seconde serie almeno il sospetto potevano fartelo venire, e in effetti il sospetto ce l’avevi, tanto più che quei maledetti dei Kanjisub in uno dei post per gli ultimi episodi ti avevano spoilerato che, alla fin fine, l’anime sarebbe stato una mezza boiata. Ma complice che in genere dei buchi della trama te ne catafotti, oppure non li noti (più la seconda, lo ammetto), la speranza ce l’avevi. Però.

Però, davvero, rendere la seconda serie più insulsa della prima ti sembrava un’impresa ma questa l’hai vista realizzata alla perfezione. Tutto quel (poco, invero) che c’era di buono nei dodici episodi di Rinne no Lagrange, in questa seconda tornata ce lo possiamo bellamente scordare. Intrighi? Macché. Tradimenti? Telefonati come non mai. Momenti sentimento? Bah. Tette? Manco da lontano. Il Megazord? Ecco, no, quello no, lo davi per scontato ma no, proprio no. E ci sei rimasto malissimo, malissimo.

Non così tanto, non esageriamo.
Alla fin fine di questa seconda serie non ne sentivi il bisogno. Avesse risolto qualcosa, qualsiasi cosa, almeno uno dei tanti punti interrogativi della storia, allora ok. Ma niente, zero, niet, e ti ritrovi a pensare che boh, gli sceneggiatori forse se n’erano dimenticati? No, sul serio, ma su questa tragedia di 20000 anni fa vogliamo dire qualcosa di concreto? Vogliamo spiegare bene cosa sono sti Vox? E sti fiori di loto che compaiono di tanto in tanto che funzione hanno? Niente, di niente, di niente.

Bah.

E anche la storia dei lucchetti, oh, è più forte di loro.