Il Ristorante dell’Amore Ritrovato + riapertura blog

Riapre ufficialmente il mio blog che è rimasto chiuso per quel poco tempo che son durate le mie vacanze. In questi giorni non ho scritto una singola recensione e ora mi sento pronto a ricominciare come prima. Ho letto parecchi libri che resteranno irrecensiti: 1984, Il Signore delle Mosche, il Broker… una cosa devo dirla, per fortuna nessuno è stato orribile. Chissà che almeno per quelli della “trilogia” non spenda qualche parola quando avrò una pausa dagli esami.

Titolo Originale: Shokudo Kakatsumuri
Autrice: Ito Ogawa

Trama: Dopo aver rotto con il fidanzato, Ringo perde la voce e decide di tornare al suo paese natale. Qui le viene offerta l’occasione che aspettava da una vita: aprire un ristorante tutto suo e cucinare per rendere felici le persone.

I romanzi giapponesi, per loro natura, agli occhi di un occidentale non possono che risultare strani. Tutto il background culturale che si nasconde dietro ogni riga è completamente diverso da quello che accompagna i libri che capita più spesso di leggere. Ne Il Ristorante dell’Amore Ritrovato questa sensazione è viva più che mai.

Scritto con uno stile leggero e fluente, non è esagerato paragonarlo ad un ruscello di montagna appena uscito dalla sorgente che ancora scorre lento e placido, portando con se i primi minerali e le prime energie che lo renderanno forse un fiume. Uno stile perfetto per le molte scene cariche di emozioni che la scrittrice ci regala nel corso della storia.

La trama, di contro, sembra intenzionalmente a tratti esagerata e poco credibile, con alcuni punti di svolta decisamente forzati al punto da risultare fuori luogo. Nonostante questo, è evidente che il libro in se non è stato scritto perché il lettore avesse di fronte a se una trama avvincente e coerente, quanto piuttosto un messaggio nascosto da parte dell’autrice.

Quale fosse non lo so: eppure, questo libro mi ha lasciato dentro una sensazione di pace molto piacevole che spero possa regalare anche a voi.

Edito da: Neri Pozza. L’oggetto in se è di buona qualità con una bella copertina di carta spessa molto piacevole al tatto. Peccato per la descrizione di quarta che si incentra in parte su alcuni avvenimenti decisamente secondari della storia non riuscendo affatto a cogliere il punto del romanzo.