Scleri antipolitici notturni

Non so perché mi sto mettendo a scrivere di politica economica italiana alla mezzanotte dell’otto dicembre 2011. In genere non scrivo di queste cose, se non con piccole lettere ai giornali. Magari ne scrivo una, dopo questo post. Chissà se me la pubblicano. Comunque.

In questi giorni si fa un gran parlare della manovra economica che salverà l’Italia dalla catastrofe. Io sono con Mario Monti: difficilmente quello che dovrà fare questo Presidente del Consiglio andrà giù a qualcuno di noi, ma è inutile. S’ha da fare.

Ovviamente si può fare con meno conseguenze per noi. Si potrebbero toccare le lobby che circondano gli affari italiani. Si potrebbero fare un sacco di cose. Ma questa manovra è solo l’inizio, sono convinto che con il tempo arriveranno molti altri cambiamenti che gli inutilissimi politici che siedono nel nostro Parlamento dovranno ingoiare a bocca chiusa.

Come ho detto, io son con Monti. E non mi va giù chi lo critica. Ma non chi lo critica in generale. Non mi va giù chi lo critica per motivi stupidi (è controllato dalle banche!!1!!!1!!11 guadagna un sacco di soldi quindi è come loro!11!1!!!1!1). Non mi va giù chi lo critica in quanto incapace di portare avanti una linea di condotta coerente, non dico di decennio in decennio, ma di giorno in giorno (tipo certa gente con le camicie verdi che un giorno sta al governo e quello dopo grida alla secessione, ke vabé kmq)

Ma soprattutto non mi va giù chi lo critica dicendo che poteva fare meglio in termini di equità e ora “ve lo facciamo vedere noi come poteva meglio”!

Provo a spiegarmi meglio. Tra i tanti sacrifici che ci vengono chiesti ci sono la riforma delle pensioni e il ritorno dell’ICI sulla prima casa. E tutti lì a dire che modificare così le pensioni è ingiusto, e che la tassa sulla prima casa è insostenibile dalle famiglie più povere. Specialmente perché la rivalutazione catastale del 30% rende molto difficile rientrare nella fascia ancora esente dal pagamento della tassa.

Ovviamente questo è ingiusto, o almeno lo è in parte. Quindi i nostri paladini in Parlamento assicurano che metteranno delle pezze qui e lì per salvarci il fondo schiena. Bene! Anche se mi chiedo come potranno farlo. I soldi son pochi, la fretta è tanta…

Adesso vi racconto una storia. C’era una volta una tassa. Questa tassa si chiamava ICI, imposta comunale sugli immobili, ed era una tassa che tutti dovevano pagare al comune in base al valore catastale dell’edificio di loro proprietà. Era una tassa molto importante per i comuni, in quanto loro fonte principale di incassi! Ovviamente, come tutte le tasse, c’era qualcuno che ne era esente. Le famiglie povere, ad esempio, com’era giusto che sia.

Ma nell’ombra dello Stato Italiano c’erano degli esseri immondi che non volevano proprio pagarla, ennò! Questi esseri erano la Chiesa Cattolica, i Partiti Politici e i Sindacati. Questi puzzoni, che già ricevevano dallo Stato Italiano una marea di soldi, lo obbligarono a renderli esenti anche dal pagamento di questa tassa (non la sola dalla quale erano esentati, tra parentesi).

Per anni nessuno disse niente. Quando tutti si furono dimenticati chi pagava e chi non pagava questa tassa, arrivò la crisi e le coscienze si risvegliarono. Il popolo iniziò a muoversi perché la Sacra Romana Chiesa, già beneficiaria di tanti privilegi economici, iniziasse a fare la sua parte per salvare lo Stato ospite. Il movimento cresceva e cresceva.

Quando i Partiti, in evidente crisi di consensi, non pensarono bene di fare propria una battaglia che ormai non gli apparteneva più da tanto, troppo tempo.

Lo so, sto un po’ perdendo il filo, e anche voi. E non mi sto spiegando bene. Voglio solo dire che questa storia l’abbiamo già sentita. Vista e rivista mille volte. Però adesso mi sono rotto i coglioni. Non ne posso più di questa gente che alza la voce e punta il dito solo perché il popolo, troppo a lungo, è stato abbastanza stupido da fissare solo cosa quel dito indicava. Sarebbe ora che ci decidessimo a chiederci il perché di tanto baccano, e di scoprire la marea di scheletri che quel dito cerca di nascondere.

Partiti. Sindacati. Avete ragione, questa manovra non è equa. Perché? Perché voi stronzi non pagate. Fateci un favore: smettete di spostare le tasse da una parte all’altra. Non ha senso salvarci dall’ICI per gettarci nelle fauci dell’IVA o delle accise.

Iniziate a pagare anche voi. Di vostra spontanea volontà.

(L’ICI è il meno, eh. Chiedetevi quanti soldi in più avrebbe lo Stato se i Partiti non ricevessero finanziamenti e rimborsi. Chiedetevi quanti sarebbero se lo Stato smettesse di rimborsare ai Sindacati operazioni che per loro sono a costo zero, ma che si fanno pagare un patrimonio. Chiedetevi quanto risparmieremmo come Stato se i giornali di Partito non fossero pagati con i soldi nostri. Chiedetevelo. E chiedete che questi cambiamenti non siano fatti da chi è chiamato a salvarci le chiappe, ma dalle persone che dicono di volerci salvare quando, invece, non fanno altro che ballare il tip tap sulle nostre ossa rotte.)

  • Musashi

    Parole sante. E l’ultima frase, con la metafora del tip tap, mi fa capire perché sono il tuo amante :Q_

  • Bellissimo post.

    Grazie infinite per il bel commento… se riesco mi sposto su blogspot.

    CIAO!!!