SteamOS e un nuovo modo di pensare il PC

È  passato Natale, a Natale non abbiamo niente da fare, quindi a Natale uno gira su internet e si trova a pensare un sacco di cose. L’ultima riflessione ovviamente nel mio campo preferito, quello tecnoludico, me la porge la Valve con le prime idee di SteamOS e le prime Steam Machine.

steam os

Il concetto è semplice, ed è la sfida alla console come intrattenimento da salotto. Sappiamo tutti benissimo che il PC è più versatile, ma negli anni lo abbiamo sempre visto come il compagno da scrivania, o da studio, che però ben poco ha a che fare con la televisione e il gaming da divano. Qualche anno fa un primo, timido tentativo avviene con l’introduzione di Big Picture, la modalità con la quale Steam va a tutto schermo ed è perfettamente gestibile con l’utilizzo di un qualsiasi gamepad compatibile con il PC. Resta però il problema che il PC, in quanto tale, è una macchina da scrivania: ha tanti cavi, bisogna attaccare le casse, il televisore avrà lo schermo adatto? E soprattutto, se io con il PC ci devo lavorare quando uno vorrebbe giocare? Mica posso farlo in salotto!

È così che, mi pare, le cose stiano lentamente iniziando a cambiare. Se sta succedendo nella mia testa, può succedere anche nella vostra, state attenti ai pregiudizi. Finora, il PC è sempre stato il tower con tanti slot di espansione, che il case rimane quello per anni mentre a cambiare sono le componenti interne, aggiornate quando necessario. Poi, se qualcuno ha bisogno, un portatile… e al massimo al massimo anche un tablet per le situazioni più estreme. Il PC desktop visto come naturale estensione dell’attività professionale o di studio, ma anche videoludica, l’elemento di arredamento inamovibile che una volta attaccato a monitor e casse si sposta solo per la pulizia interna e mai più. Un pezzo di metallo ingombrante, per permettere una buona areazione delle componenti e la possibilità di poterci infilare di tutto e di più.

Sia chiaro, per chi con il PC ci lavora davvero va bene. Ma uno che con il PC soprattutto ci gioca? Come si fa? È davvero la soluzione ideale un PC da 1000€ o più da tenere recluso in quella stanza che è nostra, solo nostra? Nella mia esperienza devo ammettere che un PC del genere è un po’ sprecato: quando non ci gioco lo uso quasi solo per navigare, leggere file PDF e gestire le mie librerie di musica/film/libri e varie ed eventuali. Un tower bello ingombrante, con una scheda grafica potente, un processore che ha la sua età ma essendo un i7 potrebbe durare ancora due o tre anni senza problemi… che nella configurazione di una casa in cui la camera da letto è unicamente per dormire è veramente sprecato. Ma avendoci attaccata la stampante non lo metterei mai in salotto. Però i giochi sul divano…

Nel nuovo mondo, che per ora posso solo immaginare, io vedo questo: un mid-tower con processore i3 e 8 GB di RAM (quelli sempre), GPU di fascia medio-bassa, un disco SSD da 128 GB per il sistema operativo e un disco fisso da 2 TB per i dati da tenere in stanza, niente di ingombrante, davvero piccolino, ma il necessario per quelle attività da internet browsing, mail, scrittura, che normalmente faccio quando effettivamente uso il PC; un portatile con linux davvero portatile con schermo ≤ 13″, leggero, una batteria da 10h circa, processore sempre i3 magari accompagnato da 4 GB di RAM per quando viaggioe ho bisogno di un supporto sul quale lavorare “d’emergenza” ma senza necessità di farci grandissime cose; e infine lei, la Steam Machine (da me assemblata, perché SteamOS per ora nemmeno se mi pagano) con un case molto contenuto, diciamo quasi “all’incastro”, processore i5 di alta fascia, 8/16 GB di RAM, GPU di fascia alta, disco SSD da 256 GB per SO e giochi, ovviamente da tenere in salotto attaccato al PC, programmi installati solo Steam e i giochi. Il tablet resta una varia ed eventuale, io onestamente non saprei che farci, ma magari a qualcuno serve.

È fattibile? Diciamo che economicamente, almeno all’inizio, richiede un piccolo sforzo. Si  tratta di “sezionare” quel tower da 1100€ in due PC più piccoli che all’inizio dovrebbero attestarsi almeno sui 1300/1500€ ripartiti in 300/400€ per il computer “da lavoro” e i restanti nel computer da gioco. Ma poi? Se le componenti vengono scelte bene all’inizio durano anche 6/7 anni, magari con piccolissimi aggiornamenti centrati soprattutto sul PC gaming visto che l’altro potrebbe restare immutato per moltissimo tempo. E, ovviamente, ci sarebbe il giochetto della doppia licenza per eventuali aggiornamenti del sistema operativo (a meno di risolvere con Linux sul PC da scrivania). Tuttavia si potrebbe finalmente fruire di un centro multimediale vero (non quelle cose castrate che continuano a vendere in giro per il web, con buona pace del Chromecast e di cazzi e mazzi vari) e dall’uso anche abbastanza intuitivo, ma soprattutto si potrebbe portare il “giocare sul PC” in una dimensione diversa da quella attuale, che è inevitabimente quella alla quale già stiamo aspirando. Ne risentirebbero i giocatori di vecchia data (e infatti gli appassionati di tastiera e mouse penso che non farebbero mai una cosa simile), ma l’imposizione di un modello di questo tipo potrebbe portare, imho, nuova vita in un mondo videoludico sempre più castrato da console uscite già vecchie e porting su PC fatti veramente col pene.

Lo farò mai? Avrò voglia di mettere in pratica questa pazzia? Diciamo che l’idea di giocare certi titoli sul televisore piuttosto che sullo schermo del PC mi interessa abbastanza… i soldi però non ci sono, quindi per ora resta una sorta di “nulla di fatto”. Più avanti? Vedremo… voi lo fareste?