The Hunger Games, il libro (che hai letto due mesi fa ma vabé)

E c’era quel libro preso per 0,99€ nel tuo lettore di ebook che continuavi a fissare con sospetto. E a tutti dicevi che lo avresti letto tra un sacco di tempo, che fretta non ne avevi, che interesse ancora meno, e poi c’era la storia delle critiche che avevi sentito, e poi quel presente indicativo che in generale alla terza pagina di fa scoppiare i maroni in un tripudio di cravatte verdi mamma mia e montature rosse che due palle. E poi succede che in un affrettato trasloco pensato proprio ad mentula tu ti dimentichi di riportare su almeno una parte di quegli ottanta libri cartacei che prendono polvere nella tua libreria di Cagliari, dicendoti che tanto ne hai anche a Sassari, dimentico del perché li hai lasciati lì a non prendere polvere perché la donna delle pulizie se ne occupa lei. E alla casa al mare ti ritrovi con due libri letti in un giorno ciascuno, uno che passa di mano in mano e tu che ti disperi, e Shogun che sono 900 pagine e proprio di iniziarlo ora non te la senti. E il lettore ebook contiene quel libro. E tu lo guardi con un po’ meno sospetto. In fondo prima o poi avresti dovuto, ed è una buona occasione per leggerne anche un altro tanto chiacchierato. E allora giù con Hunger Games. Le cui 280 pagine divori in un giorno e mezzo (sigh).

hunger games copertina

Per chi ancora non lo sapesse, c’è un mondo distrutto da un disastro nucleare organizzato in una capitale (New Capital City) e tredici distretti produttivi attorno, di cui uno in rovina a seguito di una rivolta. Proprio la rivolta, per ricordare agli schiavi che abitano i distretti chi comanda, è la scusa per il governo centrale di istituire gli Hunger Games, sanguinario torneo in cui ventiquattro ragazzi scelti due da ogni distretto (un maschio e una femmina) si scontrano per sopravvivere sugli altri. Il vincitore sarà premiato con la gloria e i soldi, il suo distretto con cibo ed elettricità. Katniss, volontaria per salvare la sorellina, non si aspetta certo che il suo compaesano Peeta riuscirà a costruire una strategia vincente per riportarli entrambi a casa.

Ma di preciso, di questo libro, cosa vuoi dire? Attorno ad Hunger Games se ne sono dette tantissime, dagli adoratori ai detrattori, da coloro che lo hanno amato alla follia e lo hanno fatto diventare immediatamente la loro saga preferita (sigh) a coloro che non osano nemmeno posare gli occhi sulla copertina per paura dei conati di vomito (e di conseguenza non lo hanno letto. Nemmeno per sbaglio. Vabé). Tu stai nel mezzo. Cioè, sì, un libro carino, ma niente di eccezionale. Di libri d’avventura c’è di meglio, di romanzi d’amore idem, critica sociale manco a parlarne. Come te, anche Hunger Games ti pare che stia nel mezzo. E quindi ti sei chiesto: cosa potresti dirne, se non cosa uno trova o non trova di quello che si aspetterebbe di trovarci?

Niente flame, per cortesia. Tanto io ho ragione e voi torto.

Ma innanzitutto, lo troviamo un buon libro? Sì. Perché c’è poco da dire, Hunger Games è un libro che si rivolge agli adolescenti e quello che ti trovi tra le mani è un buon libro per adolescenti. Non ci sono grandi trovate stilistiche, ma la prima persona singolare indicativo presente direttamente dalla testa di Katniss coinvolge, c’è poco da fare. I pensieri sono chiari, concisi, praticamente sempre adatti alle situazioni estreme (anche se mica tanto estreme, tocca dirlo) e ti prendono e ti portano dentro il libro con forza. Se lo prendi per quel che è, lo stile del libro funziona, e funziona il libro. E infatti…

Ma la critica sociale all’iniquo sistema simil-imperialista, metafora del (blablablabla) la troviamo? Ma col cazzo che la trovate. Katniss è un’illetterata di quattordici anni affamata che per sopravvivere deve cacciare e vendere le sue prede al mercato nero, occuparsi della madre depressa e della sorellina. Il solo e unico punto di vista in tutto il cazzo di libro è questo. E lei passa la maggior parte del tempo appollaiata sugli alberi col suo arco a sopravvivere. Quindi per la maggior parte del tempo al sistema non è che ci pensi granché, e quando ci pensa lo fa come una quattordicenne illetterata eccetera eccetera. Ci sono dei momenti di critica sociale, ma la loro profondità è ben rapportata all’età della protagonista e dei lettori. Se volete Orwell, è sullo scaffale adatto. E non scassate la minchia.

E il clone di Battle Royale, lo scandalo del plagio, lo troviamo? Ma nemmeno per sogno. Hai letto Battle Royale subito dopo e c’è voluto poco per capire che sono due libri completamente diversi, come target e come stile. Se è vero che ai meno attenti l’idea di fondo può sembrare simile, bastano i primi capitoli dei rispettivi libri e si vede subito che il paragone è completamente assurdo. Di Battle Royale parlerai forse in seguito. Ma i detrattori sappiano che in Hunger Games non troveranno la violenza, il gore, la critica al sistema fascista, le descrizioni, la tensione, la spietatezza di Battle Royale. E che in Battle Royale non troveranno una storia d’amore, manco per sbaglio. Nemmeno di sfuggita. E non troveranno il protagonista unico. E non troveranno un sacco di cose che rendono Battle Royale e Hunger Games due libri completamente diversi. Ma proprio del tutto.

Ma nel complesso, insomma? Nel complesso Hunger Games non t’è dispiaciuto proprio per niente. Va preso per quel che è, e in questo caso piace. Ma prenderlo per un libro nel quale trovare critica sociale, violenza vera, tematiche più profonde dell’amore adolescenziale ai tempi della finta guerra è come cercare una commedia rosa ne Il Signore delle Mosche. Se funziona come trilogia non lo so (ancora). Il libro di per sé ha un finale completo, anche se ovviamente aperto al secondo volume, ma non è che se ne senta davvero il bisogno. Sì, ok, c’è la storia d’amore irrisolta tra Katniss e Peeta. Ma a te personalmente non te ne frega niente. Se proprio devi trovare un difetto ad Hunger Games è che è carino, ok, ma la scintilla proprio non c’è stata, nemmeno per sbaglio. Appassionante e tutto. Ma libro della vita, nemmeno nella top100. Il che, a 24 anni e con libri di ben altra levatura alle spalle, un po’ ti solleva radical chic del cazzo.

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  • Non ho letto Battle Royale, ma devo dire di essere molto interessata, dopo questa tua recensione.
    E… per piacere, inizia Shogun, che di sicuro ti dura più di un giorno e mezzo… a me è durato una settimana e mezzo. U_U
    Comunque quoto tutto, eh.
    In bocca al lupo per gli eventuali seguiti, l’ultimo è una cicca… Ma ci sono dei personaggi che mi hanno fatto andare avanti a leggerlo, quindi penso che capiterà anche a te!
    A io Katniss la odio, ma vabe’.

    • lightingcloud

      Per i seguiti toccherà aspettare altre promozioni legate ai film, che più di 0.99€ a libro o 3€ in tutto non li voglio pagare. Quindi c’è tempo, il secondo della saga chissà quando approda nelle sale! 😛 Battle Royale merita (non ne parlerò qui nel blog, non ho scritto niente dopo averlo finito mesi fa, non lo farò certo ora) ed è molto particolare, come libro…
      Shogun devo sentirmi pronto. Ma è sempre in prima fila, te lo assicuro!

  • Kappei

    Uff: ho troppa roba da leggere >_<''
    Potrei metterlo in fila insieme a Battle Royale.
    Consiglio vivamente anche io la lettura di Shogun(bello bello)

    • lightingcloud

      Battle Royale è un must, ma se hai letto il fumetto potresti trovarlo “ricalcato” (com’è giusto che sia, però io ogni tanto mi annoiavo a rileggere cose già viste xd)