To the Moon

Ci sono dei momenti, nella vita di una persona, nei quali si ricorda il motivo di certe scelte fatte nel corso della propria vita per arrivare dove si è arrivati. Ci sono dei momenti, nella mia vita di videogiochista, nei quali questo motivo mi appare tanto chiaro e lampante da farmi credere che sia impossibile, un giorno, smettere con questa vita.

Se nel corso della mia vita sono stati tanti i giochi che mi sono entrati dentro, negli ultimi anni è diventato sempre più difficile trovare qualcosa capace di lasciare il segno. Negli ultimi tre o quattro anni penso che solo Journey ne sia stato in grado. E per questo sono felice quando, alla fine delle 4 ore scarse di gioco di To the Moon, spero sinceramente che la mia memoria non mi faccia brutti scherzi e mi permetta di ricordarmelo praticamente per sempre.


To the Moon è un gioco del Novembre 2011, quarto gioco della Freebird Games e prima loro opera commerciale. Interamente creato con RPG Maker, racconta la storia di due dottori che navigano nella memoria di un uomo in fin di vita per aiutarlo a realizzare il suo desiderio.

Intendiamoci subito, questo gioco è bello solo per la storia. La grafica di RPG Maker la conosciamo bene, la risoluzione è di 320×240, i controlli sono pietosi, la modalità fullscreen per carità, la traduzione italiana mamma mia. Tecnicamente sembra di essere di fronte ad un’amatorialata della peggior specie, e pure a pagamento.

Bisogna dirlo: almeno non lagga.

Ma non è per questo che stiamo giocando a To the Moon. Se stiamo giocando a questa piccola perla è per la storia e per la colonna sonora. Se da un lato nessuna delle due brilla per l’incredibile originalità, lo fanno entrambe per la maestria con la quale si legano assieme in un miscuglio di emozioni, colpi di scena, piccole gag e tantissimi momenti commoventi.

Chiamare To the Moon un adventure RPG è chiaramente una bestialata. È piuttosto un punta e clicca con pochi enigmi ripetitivi, quasi un libro poco interattivo nel quale non dobbiamo fare altro che cliccare nei punti giusti per andare avanti per scoprire la storia. Ma vi devo dire la verità: dopo i primi minuti, appena vi sarete bene inseriti nella trama, vorrete non staccarvene più finché non avrete scoperto la storia di Johnny e River.

E se fino a qualche mese fa il gioco era acquistabile solo dal sito dei creatori, adesso è disponibile anche su Steam, Origin (EA fai schifo) e GOG. E se 8€ vi sembrano un po’ troppi, vi capisco. Lo pensavo anche io, che pure ho voluto prendere il gioco sia dal produttore sia da Steam, per comodità. In totale credo di averci speso circa 12€ e, sapete cosa? Tra i soldi meglio spesi di tutta la mia vita. Garantito.