Uhm, Deadlight

Sapete, quando su Steam ci sono gli sconti? Quando appare tra le offerte un titolo che non avevate sentito prima ma che per qualche motivo vi attira un sacco, già solo dal nome? E quando poi aprire, saltando rigorosamente il video, lo slideshow delle immagini di gioco? E la scimmia, la conoscete quella scimmia che vi viene in quei momenti?

Ok, diciamo che per Deadlight è andata all’incirca così. Scoperto completamente per caso, scimmia immediata, per diversi motivi. In primis la probabile somiglianza con Shadow Complex, quella piccola perla per XBLA che davvero meriterebbe da sola l’acquisto della 360 (ok, forse no, però è bello bello); poi il setting post-apocalisse che fa sempre brodo; infine l’atmosfera oscura che avvolge tutto lo spazio di gioco.

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L’inizio è molto promettente, con scene di intermezzo dallo stile molto fumettoso che sono un chiaro ~per quanto non l’abbia mai letto~ richiamo alla serie di The Walking Dead: il protagonista è un ex-sceriffo, non si sa dove sia finita la sua famiglia, si accompagna di uno strano gruppo di individui tra cui una donna scopabile, un vecchio ubriacone e un nero. Indovina chi muore prima. Tra parentesi, lo stile fumettoso è il motivo per cui vorrei che le scene di intermezzo non finissero mai, sono semplicemente stupende.

Ok, il primo episodio di TWD l'ho visto, e questo è anche troppo un richiamo.
Ok, il primo episodio di TWD l’ho visto, e questo è anche troppo un richiamo.

L’inizio promette bene, dicevo, ma non tardano i problemi. Prima brutta sorpresa: tipo Shadow Complex un paio di coglioni, che di backtracking non se ne vede manco per sbaglio, a volte basta accorgersi in ritardo di quella piccola apertura che probabilmente nasconde un segreto per trovarsi a dover rigiocare da capo il livello se vogliamo il 100% fin dal primo gameplay. Se vi interessa abbiate fiducia: ottenetelo subito, che di rigiocare Deadlight una volta finito ne avrete molta poca voglia.

La trama è carina, e lo sarebbe di più se venisse sfruttata bene.
La trama è carina, e lo sarebbe di più se venisse sfruttata bene.

Una serie di bug non da poco affliggono il gioco, come rallentamenti sporadici durante le scene d’azione (che possono costarvi davvero un bel po’ di tempo per riprendere dall’ultimo checkpoint), menu di pausa che a volte blocca tutto, sonoro che di tanto in tanto negli intermezzi sparisce. Ma la cosa si può sopportare: perché? Non solo perché la storia è carina (magari l’avessero sviluppata un po’ meglio) e comunque il gioco diverte e appassiona, ma perché in fondo non dura tantissimo. Forse è la prima volta che non metto una durata risibile (quattro ore, se siete degli impediti come me) come difetto assoluto, e forse la cosa deve fare un po’ riflettere.

Io cioè no boh *sbava*
Io cioè no boh *sbava*

Alla fine il problema grosso di Deadlight è che è un gioco molto carino, ma al quale chiaramente manca quella marcia in più che non lo farebbe diventare solo bello, ma addirittura bellissimo. Se la grafica fosse appena più rifinita, le animazioni appena meno legnose, le musiche appena più coinvolgenti, il gameplay un po’ meno buggoso, la storia un po’ meno gruviera, insomma tutta una serie di piccolissimi aggiustamenti, ma davvero piccolissimi, ecco in quel caso ci troveremmo di fronte ad un giocone.

Purtroppo non è così, e Deadlight, complice un finale un poco ehm, ci lascia un po’ con l’amaro in bocca, quella sensazione di occasione persa che ormai sembra un classico del videogiocatore nostalgico.