Un po’ di libri sparsi

ol raits riservd

E quindi non so se s’è capito, ma per guarire dal male mononucleotico mi sono rifugiato nella pall amena Stintino dove c’è una casetta con una signora che si proclama mia madre e che finché non mi fa muovere un dito dalla mattina alla sera, mi cucina tutto e io devo solo assicurare saltuariamente la mia igiene personale, la cosa mi sta anche bene. Certo, ok, se sei in una casa al mare senza internet la cosa ti può star bene finché c’è quantomeno una rete 3G e comunque la maggior parte del tempo la passi al mare. Se invece il tempo fa schifo, la rete 3G va e viene (e comunque in quattro giorni hai accumulato un po’ troppi MB e la Merdafone potrebbe prendersela con la tua carta di credito), di giocare al pc non ne hai voglia, che ti rimane? Ti rimane che per fortuna ti sei portato l’e-reader ben carico e una scorta appena sufficiente di quattro libri cartacei. Di cui due li hai già letti. E vabé. Nel reader, grazie al cielo, ce ne sono sessanta. E magari è la volta buona che quel numero di “da leggere” lo facciamo scendere sotto i cento, sì?

Arrivato qui avevi in lettura Il Defunto Signor Gallet, quinto romanzo di Simenon con protagonista il buon commissario Maigret. Visto che li stanno vendendo a blocchi di cinque e a buon prezzo ti stai procurando i vari ebook, e questo era l’ultimo della prima tornata. E se gli altri t’erano piaciuti, questo t’ha fatto storcere il naso. Perché se Maigret è sempre il solito, quello che hai tra le mani non è un giallo ma una presa per il culo. Simenon si dimentica le regole del gioco e non fornisce gli indizi per la soluzione, che è fantasiosa davvero oltre ogni limite. E se certe cose le potevi accettare in Sherlock Holmes, che comunque è un tipo di giallo diverso, da Simenon non ti senti di accettarle. O almeno ci metti sopra la riserva.

 

E poi sei passato a Philip K. Dick con il suo La Penultima Verità. Chi segue l’Antro si ricorderà che da poco il doc ne ha parlato, e se chi segue te e l’Antro ti conosce anche un minimo saprà benissimo che no, non è un caso se questo libro è in tuo possesso fisico da poco dopo il post su Diaz. E sì che tu sei un fan di Dick, ok, e che in questo periodo per il trentennale dalla morte stanno ripubblicando tutti i suoi libri e racconti in una pregevolissima edizione comoda da tenere in mano a soli 6,90€ il volumetto. E sì che recuperarli tutti, anche eventuali doppioni ti costerebbe circa 250€. Ma non c’è mica fretta, eh, stai solamente valutando quanto sul lastrico tu possa ridurti per una cosa del genere (molto).

Comunque stai divagando. Dunque, tu questo libro l’hai comprato per leggere su carta il famosissimo Perché noi non ve lo permetteremo. che conclude il libro. E sei soddisfatissimo quando ci arrivi perché ne è valsa proprio la pena. Come in ogni libro di Dick che hai letto (tranne Deus Irae, quello proprio non ce la fai) non c’è un momento che non valga la pena leggere. E così il mondo distopico che l’americano costruisce, nella sua solita fissa della divisione in blocchi e dei Nazisti, è quella che definiresti una uber figata dall’inizio alla fine. E qualcosa alla quale in fondo in fondo, ma nemmeno tanto in fondo, ti sentiresti di credere. Bellissimo.

Il saggio La Prova Matematica dell’Inesistenza di Dio di John Allen Paulos l’avevi preso scontatissimo da internet e pensavi che in fondo in fondo avrebbe fatto la sua bella figura in ossimoro con La Prova Matematica dell’Esistenza di Dio di Kurt Gödel. Peccato che Gödel sia Gödel, mentre Paulos è un emerito signor nessuno che forse ha letto troppi libri di Odifreddi, visto che il tono è lo stesso del saggista italiano. Il libro male male non è, ma alla fine non rispetta poi granché il titolo e soprattutto è una di quelle opere che non vanno mai al punto. Vero, è divertente leggere delle prove “scientifiche” che i credenti pensano di portare a favore dell’esistenza del loro Dio, certe proprio da facepalm come poche altre cose a questo mondo, ma alla fine il libro è tutto lì. Quattro risate, senza un vero e proprio messaggio. Peccato.

L’ultimo libro che ho letto, finora, è Hunger Games. L’argomento è scottante, e me lo tengo per un prossimo articolo. Anche perché sto leggendo il libro da quale l’autrice avrebbe plagiato, Battle Royale, e voglio avere le idee ben chiare in testa prima di fare confronti. Quindi a presto, e per ora è tutto. Besos.