Unfinished Swan, meh…

Considerato quanto ho amato ICOJourney e quanto mi sia piaciuto Shadow of the Colossus, quanto abbia semplicemente adorato To the Moon, e in generale il mio amore per i giochi che sanno far leva sulle emozioni costruendo storie o situazioni fantastiche, non potevo non comprare Unfinished Swan fin dal momento della sua comparsa nel PSN, specialmente non dopo averne accolto in maniera parecchio entusiasta le premesse.

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In Unfinished Swan ci troviamo nei panni del piccolo Monroe che, rimasto orfano, rimane con i quadri di sua madre e vive un sogno all’interno di uno di essi. In particolare mi aveva colpito l’idea di base, cioè il trovarsi in un mondo completamente bianco e di avere la necessità di colorarlo con palle di vernice nera per poterne distinguere i contorni e proseguire attraverso le ambientazioni e nella storia. Un’idea sicuramente vincente, che all’inizio può spiazzare visto che si viene catapultati nella prima stanza senza nemmeno il più piccolo tutorial. Nonostante questo, è molto emozionante scoprire piano piano come sono composte le strade, le piazze che attraverseremo, quasi solo esclusivamente attraverso il contrasto bianco/nero, anche se purtroppo l’idea presto si perde col procedere dei livelli e l’aggiunta di ombre e colori.

Ma quello che manca davvero a Unfinished Swan è una storia vera e propria che non faccia da mero pretesto. Così com’è costruito, il gioco rimane un esperimento interessante ma con grosse mancanze che arrivano anche a non giustificarne il prezzo pure contenuto ma troppo elevato per quello che sembra essere un bel abstract, ma nulla più.