V-v-viaggio! parte quattro

Giorno 4 (foto qui, da 124 a 193) Mi sono svegliato tanto stanco che più stanco non si può. Quella che mi si para davanti sembra una giornata tanto piena quanto faticosa! Ormai lo avete capito: la colazione sarà molto abbondante per tenermi in forze. Inizio a temere di avere il fegato un po’ a pezzi e che la stanchezza sia per quello. Ad ogni modo, oggi vogliamo cercare di coprire il maggior numero di cose possibili tra quelle che ancora non abbiamo visitato. Sarà difficile e, purtroppo, non riusciremo mai a vedere tutto. Dopo aver fatto una piccola lista delle cose che non vogliamo che manchino al nostro viaggio, usciamo e ci dirigiamo innanzitutto a Palazzo Ducale. Che dire? Cavolo quanto è vera la pubblicità che ti scassa l’anima per tutta Venezia: se non ci entri, non hai visto un cazzo. Il palazzo è semplicemente fenomenale e vale tutto il prezzo del biglietto (che, non si capisce bene il motivo, DEVE permetterti di visitare almeno altri cinque noiosissimi musei in piazza San Marco. Cioè, non è che non me ne importi niente, ma se proprio devo gradirei scegliere cosa visitare. E siccome della biblioteca, dell’archivio e del museo Correr non mi interessa niente, gradirei o un biglietto meno caro o la possibilità di visitarci, che so, l’Accademia, o altri musei. Comunque, sorvolando su questo nuovo e fantasioso modo di spillare soldi, dicevo che il Palazzo Ducale è veramente, veramente bello. Anche se le stanze dopo un po’ diventano tutte uguali, a guardarle non si può non rimanere a bocca aperta. Lo stile non lo conosco, non sono in grado di dire niente di che sulle rifiniture e tutto il resto, ma di una cosa sono sicuro. È bellissimo. Bello, bello, bellissimo. Le prigioni, poi, non ne parliamo, sono… addirittura inquietanti! Valentina ha fatto certe facce, mentre ci giravamo dentro! :°D passare per il ponte dei Sospiri, poi… non è difficile capire il perché del nome! Peccato, come dicevo prima, per quei cartelloni pubblicitari che rovinano parecchio l’atmosfera. Dopo Palazzo Ducale siamo passati al museo Correr, su cui non voglio spendere parole, se non che ho avuto modo di leggere la prima parte di uno dei cinque libri di Tartaglia ed è stata un’esperienza… strana. Il resto delle cose che abbiamo visto, sinceramente, mi limiterò ad elencarlo, almeno per la prima parte della giornata. Eccetto il Campanile, infatti, da cui si gode un’ottima vista, tutto il resto è stato una delusione tremenda: le Gallerie dell’Accademia, stracolme di arte sacra dei miei coglioni; il Teatro della Fenice, tutto in finto vecchio e con davvero poche cose da vedere specie in rapporto al prezzo del biglietto. E il Campanile stesso, che per quanto godibile… non si vale certo 8€! La cosa divertente -sono sincero- è stata farsi le ultime due cose sotto una pioggia che, da leggera, visita dopo visita diventava sempre più forte fino a diventare una specie di diluvio dopo il campanile e prima dell’albergo :°D ovviamente, una volta tornati e asciugati, ci siamo buttati sul letto e… magia! Aveva smesso di piovere! Ora inizia la parte divertente della giornata: Carla e Federico (pigroni xd ) sono rimasti in hotel mentre io Vale e Simo siamo andati a visitare ancora qualcosa. Ci siamo fatti un bel giro a piedi dal nostro albergo fino alla chiesa della Salute, bella bellissima anche questa, passando per l’Accademia e la zona delle zattere -dove avevamo intenzione di prenderci un gelato, ma di gelaterie nemmeno l’ombra- per poi passare davanti al museo di Peggy Guggenheim chiuso (sigh). È stata la parte del viaggio che mi è piaciuta di più per tanti motivi: innanzitutto eravamo solo io, Vale e Simo. Non voglio togliere niente a Carla e Federico perché comunque con loro non mi sono trovato male, in generale, ma l’atmosfera mi è sembrata molto più intima e rilassata. Sono stato veramente veramente bene, abbiamo riso, scherzato, insomma c’è stata l’atmosfera di tre amici in viaggio. Siamo entrati in un bar, ci siamo bevuti del vino in allegria… e tutto il resto! Insomma, non lo so spiegare bene, ma ci siamo divertiti. Tra parentesi, “del vino” vuol dire quattro bicchieri di prosecco a seguito dei quali io e Simo eravamo allegri mentre Valentina era praticamente ubriaca persa, con capogiri, perdita di concentrazione, e tutto il resto :°D dopo i primi tre bicchieri di vino ci hanno raggiunto Carla e Federico, ci siamo presi la pizza peggiore di tutto il creato e, mentre loro sono tornati in vaporetto, noi ce la siamo di nuovo fatta a piedi per fermarci in un altro baretto per il quarto prosecco della serata. In albergo non ci abbiamo messo molto ad addormentarci, distrutti dal lunghissimo giro e con le gambe doloranti. Probabilmente la giornata più “piena” in ogni senso, molto soddisfacente sotto ogni punto di vista.

Mi scuso se il resoconto del quarto giorno, tra una cosa e l’altra, nonostante sia stato forse il migliore del viaggio. Sono un po’ stanco e non so cosa tirar fuori dal mio cervello per rimpolpare il diario! Ad ogni modo, beh, eccoci arrivati alla fine.

Giorno 5 (foto qui, 194-195) Oggi ci limiteremo a tornare a casa dicendo addio a Venezia. Voglio quindi dedicare questa ultima parte del diario ad acune considerazioni finali sul viaggio, tutto quello che mi viene in mente e che non sono riuscito a dire nel descrivere gli altri giorni.
La città: a dispetto di quello che può sembrare in certi punti, Venezia mi è piaciuta veramente, veramente tanto. Ok, i prezzi sono alti e i Veneziani non sono l’emblema della gentilezza, ma la città in se è bellissima. L’atmosfera che si respira è quasi fiabesca, soprattutto per il fatto che i palazzi sono rimasti praticamente intoccati da quando sono stati costruiti, eccetto restauri. Non so se sia così, ma l’impressione è di girare in quella che Venezia era ed è sempre stata. Un po’ come calarsi nel medioevo, o nel Rinascimento o quel che è, e non è un’esperienza che capita spesso.
L’albergo: l’hotel Al Nuovo Teson, mi pare si chiamasse così, rispetta le promesse. Un alberghetto a due stelle con personale gentilissimo e disponibile che in qualche modo riesce a sopperire alle mancanze della struttura. La stanza niente di che, non piccola ma non spaziosa, in finto arredamento veneziano, abbastanza confortevole ma nulla più. Un bagno piccolo in maniera ridicola purtroppo è un gran difetto, e ci sarebbe qualcosa da rivedere nella disposizione del bidet e della doccia. Ecco, una cosa che invece proprio non tolleravo era il fatto che il personale delle pulizie avesse il vizio di mettere l’aria condizionata a pallone nonostante noi la lasciassimo quasi spenta anche mentre non c’eravamo. Colazione sopra la norma, almeno per i due stelle, anche se un cameriere a pulire i tavoli ogni tanto non avrebbe fatto poi schifo.
Il vaporetto: credo che mezzo di trasporto pubblico più scomodo e peggio congegnato non esista in tutto il globo, cristo. È venuto mal di schiena a me, che ho guidato una 126 per un anno, a star seduto su quella roba! Inoltre vabé, il prezzo esorbitante di ogni corsa lo giustifica solo se si devono trasportare delle valigie, altrimenti si prendono i piedi e si cammina, sticazzi. Certo, ci sale un po’ di tutto quindi può anche essere un’esperienza…
La compagnia: su Simonetta e Valentina non ho niente da dire. Con loro mi trovo praticamente sempre bene e questa vacanza, così come quella a Torino, non ha fatto eccezione. Mi ha un po’ colpito, in senso negativo, la domanda notturna di Valentina (ne ho parlato, no?) ma per il resto tutto ok. Ci siamo divertiti, siamo stati bene, e credo che tutti siamo d’accordo sul fatto che faremo altri viaggi assieme, sperando di essere un po’ fortunati! Con Carla e Federico è un po’ un altro discorso: di Carla non ho sopportato il vizio di fermarsi ad ogni cazzo di negozietto e quello di tirar fuori il taccuino per tener conto delle spese quando eravamo tutti assieme. Sono dell’idea che i conti si facciano in tasca propria e non di fronte agli altri, ma può essere una chiusura mentale mia. Poi mi è sembrata un po’ molto pigra e troppo legata a quel suo viaggio a Barcellona. Detto questo, è stata comunque una compagna piacevole e ha fatto lo sforzo di organizzare il viaggio, cosa di cui la ringrazio molto! In Federico ho notato un’ansia eccessiva che lo portava a vedere il mondo andare a rotoli al primo disguido. In certi momenti ha fatto venire il magone anche a me -che pure posso dire di essere un “viaggiatore esperto”- tanto da essere tentato di a) mandarcelo a cagare oppure b) stenderlo con un colpo di karate. Si è fatto perdonare con una grande simpatia e ironia (anche su se stesso) che lo hanno reso, in fin dei conti, un compagno di viaggio molto godibile.
In fin dei conti: sono molto contento di aver fatto questo viaggio. Molte cose sono andate storte ma il bilancio, almeno per me, alla fine è più che positivo. Spero di farne altre, vacanze così, solo magari in posti in cui si possa mangiare a prezzi decenti! XD

così si conclude questo piccolo diario di viaggio. spero che vi siate divertiti a leggerlo e di essere riuscito a dare l’idea di come sia andata veramente la vacanza. da domani, il blog riprende il suo normale corso con cazzate, recensioni, cazzate e cazzate. grazie a tutti!

  • Devo dire che un pò mi sono commosso nel leggere di te che parli del tuo viaggio a Venezia….

    E’ davvero magica come città :°

  • Valentina

    io avrei raccontato tutto in maniera diversa, ma nonostante questo, siamo d’accordo sulle cose positive :
    è stato un bellissimo viaggio, Venezia è unica, e si può solo tentare di spiegare cosa ti colpisca esattamente così tanto, ma con scarsi risultati. Bisogna visitarla e basta.
    Grazie a te, a Carla Fede e Simo !