Vexille

I produttori di Vexille si saranno chiesti come si può produrre, nel Giappone del 2007, un film cyberpunk che non risulti una triste scopiazzatura di Ghost in the Shell o una roba un po’ ermetica à la Avalon? Intanto fregandosene del primo pericolo e introducendo di peso ammiccamenti a un po’ tutta la cultura giapponese cyber-distopica passando da GITS, fermandosi un po’ alle atmosfere di Hokuto no Ken e senza dimenticarsi i richiami a Dune, Tomb Raider o Resident Evil, assolutamente senza alcuna vergogna.

Vexille.avi_snapshot_00.15.10_[2016.09.03_14.18.16]

Titolo originale: ベクシル 2077日本鎖国
Anno: 2007
Durata: 109′

Vexille, film d’animazione in cel shading di Fumihiko Sori, è ambientato in un ipotetico 2077 nel quale il Giappone, all’avanguardia nello sviluppo degli androidi, ha deciso di isolarsi dalla comunità mondiale per sfuggire dalle assurde richieste delle nazioni spaventate dal repentino avanzamento tecnologico nipponico. La protagonista è Vexille Sierra, soldato della squadra speciale SWORD – una sorta di SWAT per la quale non bisogna pagare royalties, che in risposta ad alcuni strani avvenimenti in cui sono coinvolti proprio androidi viene mandata in missione per scoprire cosa stia accadendo in Giappone, ritrovandosi poi invischiata in una lotta per la sopravvivenza del genere umano.

Vexille.avi_snapshot_01.00.24_[2016.09.03_14.19.19]

Il film, sulla carta, è realizzato piuttosto bene. La grafica, per quanto indietro rispetto a quando visto nel 2005 in Final Fantasy Advent Children (parliamo di tecniche decisamente differenti, comunque) e nonostante le evidenti difficoltà nel differenziare tra loro i due (DUE) volti femminili, riesce a rendere bene le varie atmosfere in cui si svolge la storia, accompagnata anche dalla particolare colonna sonora di Paul Oakenfold che non si sofferma su sonorità specifiche ma mescola pezzi classici a rock, metal e reggae, forse a voler sottolineare un ambiente molto diverso da quello odierno e più globalizzato.

Anche la trama, per quanto abbastanza generica e lineare, riesce a gestire tutti i cliché del genere senza scadere eccessivamente nel banale tranne in quei due o tre tentativi dello sceneggiatore di infilare morali non richieste, con gli immancabili dialoghi sui massimi sistemi mentre i personaggi guardano l’orizzonte con sguardo assorto… durante la pausa caffè.

Vexille.avi_snapshot_01.00.16_[2016.09.03_14.19.07]

Il vero punto forte di Vexille, comunque, sono i continui omaggi (se vogliamo chiamarli così) a opere di ben altro spessore, partendo dai personaggi chiaramente ispirati a Motoko Kusanagi, Chris Redfield e Lara Croft, passando per i deserti con le sand buggy e i vermoni di Dune, arrivando a vere e proprie inquadrature e disposizioni di scena che i videogiocatori degli anni ’90 dovranno stare attenti ai bruscolini di nostalgia negli occhi.

*wink wink*
*wink wink*

Nel complesso Vexille è un filmetto discreto, forse troppo lungo per quel che vuole dire, con una storia un po’ dispersiva, poco focalizzata e “sporcata” dai tentativi di morale fuori contesto, ma che diverte e tocca corde sensibili per chi ha gli occhi per cogliere.