Voli pindarici

Era tanto tempo che volevo farlo. Da quando ho messo piede per la prima volta in questa città è stato un po’ il mio sogno romantico. Ero sicuro che prima o poi sarebbe successo. Doveva solo arrivare il momento giusto, dovevo solo svegliarmi quel Venerdì mattina con l’idea che o adesso o mai più. O qualcosa di simile.

E quel momento era arrivato. Dopo una nottata come tante mi ero alzato al suono della sveglia, la bocca impastata per la sete e gli occhi asciutti di chi avrebbe voluto dormire ancora. Avevo infilato le ciabatte, mi ero trascinato fino alla finestra chiusa. L’aria era fresca, tipica delle mattine di primavera. Non fredda, ma nemmeno abbastanza calda da non desiderare di avere addosso una piccola vestaglia. Arrivato alla finestra avevo sentito il freddo della notte lasciare il vetro trasparente, mi aveva trasmesso un brivido lungo la schiena.

Avevo girato la maniglia, poi messo la mano su quella che teneva ben chiuse le imposte di legno dipinte di verde. L’avevo sollevata e con una leggera spinta avevo fatto la luce. Quando gli occhi si erano abituati al sole del mattino, li avevo strabuzzati. Era arrivato il momento. Non so cosa ci fosse nell’aria. Come una strana energia. La sensazione che avrei fatto un sacco di incontri. Niente di quelle cose assurde che si vedono dei film, quelle robe da cuori solitari.

Così per la prima volta in vita mia non ero passato subito allo schermo del PC. Invece avevo aperto l’armadio e tirato fuori lo zaino. Ci avevo messo dentro lo stretto necessario per tre giorni, avevo controllato di avere abbastanza soldi nel portafoglio, un libro che non si sa mai e il caricabatterie del telefono per sicurezza, anche se avevo deciso che avrei cercato di lasciarlo spento tutto il tempo.

Una colazione veloce, una sistemata alla barba, una doccia calda. I vestiti, lo zaino in spalla e poi fuori. In mezz’ora ero alla stazione. Poco dopo sul treno per Vienna.

Guardando fuori dal finestrino il paesaggio emiliano mi chiedevo come sarebbe andata quella piccola avventura.

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  • E poi?!? *curioso* :°D

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