Wolf Children ~ Ame e Yuki i Bambini Lupo

Se siete dei fan dell’animazione giapponese e il 14 novembre non siete andati al cinema a vedere Wolf Children sappiate che vi siete persi un piccolo capolavoro. E vergognatevi.

poster wolf children
Al cinema davano anche questo simpatico regalo, finalmente qualcosa di nerd da appendere sulle mie pareti! ♥

All’interno dell’iniziativa della NexoDigital, che in collaborazione con DynIt ha già portato al cinema i tre film di Madoka Magica, i tre nuovi film di Evangelion e il capolavoro Akira, Wolf Children è il primo titolo “meno famoso” della serie ma, per certi versi, il più atteso. Almeno da me. No, ok, in realtà aspettavo con altrettanta tensione anche la maratona di Evangelion, ma l’ho dovuta lasciar perdere per cause di forza maggiore. Comunque.

Wolf Children, dicevo, si inserisce in questa rassegna un po’ da outsider, ma non esattamente: il regista è infatti Mamoru Hosoda, noto soprattutto per Summer Wars, e al chara design troviamo Yoshiyuki Sadamoto (Evangelion, Nadia, FLCL sono solo alcuni dei suoi lavori).

Il film, che dura quasi due ore, racconta i primi anni di vita di due ragazzi lupo nati dall’unione di una donna umana con un uomo lupo. Poco dopo la nascita del secondo figlio, il padre muore e la madre Hana rimane sola nel difficile compito di dover crescere due creature a lei così care ma che nessuno le ha mai insegnato a gestire. Hana decide di trasferirsi in campagna, e lì… compratevi il DVD per sapere come continua.

In molti vi diranno che il film, di per sé, non è questo gran capolavoro e che dal creatore di Summer Wars potevamo sicuramente aspettarci di meglio, così come Sadamoto poteva impegnarsi un attimo di più nella caratterizzazione dei personaggi adulti. Ed è tutto vero. Però.

Però Wolf Children è bello lo stesso: nonostante manchi di profondità, riesce comunque a raccontare una piccola fiaba passando tra momenti drammatici e situazioni comiche senza strappi, ricollegando man mano i fili per arrivare ad un finale parzialmente sorprendente, e stuzzicando la nostra curiosità con un finale semi aperto che lascia soddisfatti ma con il desiderio di sapere come continuano le vite dei personaggi.

Non entrerà nella storia degli anime, non avrà un 10 nella mia libreria di MyAnimeList, ma resta comunque un anime capace di commuovere e far sorridere, senza annoiare, e soprattutto senza far mancare quel tocco di magia che cattura gli spettatori di ogni età (l’anime non era esattamente infantile, eppure i bambini in sala non hanno fiatato. Mai).

Chapeau quindi alla scelta coraggiosa della DynIt, sperando che l’iniziativa abbia un buon successo. Purtroppo la formula della singola giornata di proiezione, unita al prezzo maggiorato del biglietto, non aiutano, ma credo che sia importante fare di tutto perché questi editori coraggiosi vedano ripagati i propri sforzi.