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Rinne no Lagrange, che alla fine…

… alla fine succede che dormi tre ore per colpa del caldo, fai un esame di Calcolo delle Probabilità con il cervello che ha difficoltà a fare due più due, e quando torni a casa ti accorgi di dover per forza fare la spesa. E di pomeriggio sei talmente a pezzi che ti attacchi allo schermo del pc spaparanzato in poltrona, e che fai? Continui l’anime di ieri. Anche se il secondo episodio in realtà lo avevi visto subito dopo il primo, ma zitti che non voglio che lo sappia nessuno. Poi se le cose sono almeno carine, e questo anime è almeno carino, una cosa tira l’altra e i dieci che ti restavano te li bevi tutti d’un fiato (*ehm*)…

Fanservice! V’era mancato?

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Rinne no Lagrange, episodio 1

M’aveva intrigato durante l’ultima stagione invernale, ma avevo deciso di non seguirlo a causa di tutti i problemi che mi riempivano la testa in quel periodo. Adesso che oltre agli esami non c’ho niente a cui pensare, o meglio è preferibile che io non abbia tempo per farlo, scarico e recupero questa serie che, ahimè pessimo inizio, ha già in trasmissione (o comunque prevista e confermata) una seconda stagione che si spera conclusiva. Rinne no Lagrange, quindi: liceali su robottoni fighi, minacce aliene, alleati alieni uguale, figaggine desunta che già son tutto gasato, prospettive di un bel po’ di buon fanservice che non ci sta mai male…


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Occult Academy

(scusate la formattazione un po’ così, ma c’è wordpress che ha dei problemi esistenziali)

Ho finito in questo momento di vedere Occult Academy, noto anche come Seikimatsu Occult Gakuin, anime uscito nell’estate del 2010 che mi aveva incuriosito parecchio, ma che purtroppo mi ha lasciato con un grande “WTF?” in fronte.

L’anime ha come protagonista Fumiyaki, un esper inviato dal futuro per evitare l’apertura delle Porte dell’Inferno ~che otterrà distruggendo la Chiave di Nostradamus~ e Maya, la procace direttrice dell’Accademia dell’Occulto dove il ragazzo viene mandato a cercare suddetta chiave.
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Nodame Cantabile ~ Paris Hen

Continuano le avventure di Chiaki e Nodame che, dopo aver completato gli studi al conservatorio in Giappone si spostano in Francia, uno per diventare direttore d’orchestra e l’altra per migliorare la propria tecnica come pianista e suonare un giorno accanto a Chiaki. Cambia il paese, cambiano le abitudini, ed è tempo per Chiaki e Nodame di fare una scelta.

Essendo una serie abbastanza sentimentale, mi aspettavo di ritrovare i classici cliché del genere: una ragazza che si mette in mezzo, un malinteso, pianti e litigi, fino al chiarimento finale con la musica a fare da contorno. Per fortuna mi sbagliavo: anche in questa serie, la musica classica la fa da padrone con delle splendide esecuzioni da membri selezionati della Tokyo Metropolitan Symphony Orchestra, mica fuffa. C’è di mezzo lo sviluppo della coppia Chiaki/Nodame ma senza che questo oscuri gli altri filoni della storia.

I disegni rimangono all’altezza della prima serie, forse leggermente migliorati, ed è interessante l’uso di modelli computerizzati per le animazioni dell’orchestra anche se in certi frangenti i movimenti più ampi, come quelli del direttore o degli archi, risultano un po’ innaturali.

Nel complesso, comunque, un anime che assieme alla prima serie è assolutamente da vedere, appassionati di musica classica o meno, anche solo per apprezzare le esecuzioni di brani più o meno famosi, capaci di toccare livelli d’eccellenza e colpire dritti al cuore dell’ascoltatore.

In attesa della terza e ultima serie di episodi che spero concluda al meglio questa avventura.

Voto: 8/10

Subbato da: Kanjisub. Ottimo lavoro sia in termini di qualità audio/video che di traduzione e rilascio degli episodi, anche se gli ultimi sono andati un po’ a rilento. Mi è dispiaciuto notare in certi punti il non riconoscimento dei “falsi amici” dall’inglese, caso emblematico “delusion” tradotto come delusioni e non illusioni. Vabé.

Mahou Tsukai ni Taisetsu na Koto ~Natsu no Sora~

questa è l'immagine che mi ha fatto innamorare seduta stante dell'anime

Per quanti di voi hanno avuto la fortuna di prendere in mano Someday’s Dreamer ~Cieli d’Estate~, manga in due volumi pubblicato diversi anni fa dalla Planet Manga, questo anime altro non è che una versione parallela dell’opera della coppia Yamada/Yoshizuki. Per gli altri, che dovrebbero in qualche modo cercare di recuperare questo bellissimo manga, Natsu no Sora è la storia di Sora, una maghetta dell’Hokkaido che si trasferisce a Tokyo per l’apprendistato di magia. Qui incontrerà tanti amici e crescerà come persona, anche se il destino quando ci mette lo zampino… sa essere veramente bastardo.

La storia è abbastanza classica, tanto che potremmo tranquillamente classificare l’anime come Shoujo ad ambientazione scolastica. Nonostante questo, Natsu no Sora si discosta dai cliché di categoria e mette in campo una storia molto piacevole da seguire e che non fa rabbrividire con esagerazioni melense o svolte banali e prevedibili. Certo, gli ultimi quattro episodi subiscono la classica accelerata del deus ex machina che potrebbe lasciare spiazzati, ma un piccolo sforzo per superare il fastidio permettere di seguire un finale tristissimo ma praticamente perfetto.

A parte il fatto che ne conoscevo già l’adattamento manga, quello che mi ha spinto a vedere la versione animata di Natsu no Sora è stata una locandina trovata in rete che mostrava dei disegni splendidi. In effetti, i paesaggi sono realizzati talmente bene che a volte è difficile capire quando sono disegnati e quando sono semplici rielaborazioni di foto. Lo stesso purtroppo non si può dire per i personaggi che a volte, soprattutto nei primi piani, soffrono un disegno un po’ semplicistico che non avrebbe certo rimpianto qualche ombreggiatura in più. Quando le inquadrature sono allargate, invece, il risultato è veramente fenomenale.

Il punto forte di questo anime, tuttavia, a mio avviso sono le musiche. Quasi ogni episodio può vantare una traccia cantata dal simpaticissimo personaggio della cantante di strada ed è sicuramente d’effetto. Impressionante anche la traccia clou molto rockeggiante che richiama ai miti del rock degli anni 70/80/90.

Insomma, sebbene gli Shoujo ad ambientazione scolastica facciano storcere il naso a molti, vi posso assicurare che Natsu no Sora è uno di quegli esemplari della categoria che non vanno assolutamente persi.

Voto: 8/10

Subbato da: Fansub Magazine Italia. Ottimo gruppo, anche se con le release in corso d’opera sono un po’ lenti ed è meglio in genere aspettare che completino tutto un intero anime prima di decidere di seguirlo. Buon rapporto tra qualità audio/video e peso del singolo file, traduzione discreta sebbene a tratti un po’ libera, ma soprattutto file disponibili in download diretto (anche se dopo le vicende di Megaupload chissà se lo sono ancora). Bravi!