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La La Land

Nella mia vita ho visto sei o sette musical e solo tre non mi hanno fatto saltare i nervi: The Nightmare Before Christmas, Mamma Mia!, La La Land. Il primo perché è semplicemente un capolavoro, il secondo perché Abba e Meryl Streep, il terzo… beh, il terzo perché Jazz.

La La LandTitolo originale: La La Land
Anno: 2016
Durata: 128′

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Sweeney Todd: il Diabolico Barbiere di Fleet Street

Trama: il barbiere Benjamin Barker viene ingiustamente condannato all’ergastolo. Dopo 15 anni di esilio torna, sotto falso nome, nella sua Londra per scoprire che l’amata moglie è morta e la figlioletta è tenuta prigioniera dallo stesso giudice che l’ha condannato. Per Sweeney Todd è ora di vendetta.

Alla fine del film mi è sorta spontanea una domanda. Ma era proprio necessario? Andiamo con ordine e ammettiamo di aver riposto grandi speranze in questo prodotto per il semplice motivo che il regista altri non è che Tim Burton, ideatore del capolavoro The Nightmare Before Christmas (ne approfitto per sfatare un mito: no, il regista non è lui, lui ha “solo” ideato e prodotto) conosciuto anche per titoli del calibro di Big Fish, La Sposa Cadavere, etc.. Può darsi che il mio errore sia stato proprio questo: mettere grandi aspettative in un titolo che, in realtà, fin dal trailer non mi aveva preso poi granché. E le mie -inconscie- aspettative erano in realtà quelle giuste. Sweeney Todd: il Diabolico Barbiere di Fleet Street è sicuramente un bel film, dotato di grande atmosfera e realizzato magistralmente, dalle musiche passando per la storia -anche se non originalissima, diciamocelo- concludendo con i personaggi, tanto ben fatti da essere sempre e comunque ripugnanti. Il problema è che si ha a che fare con un musical e come tutti i musical ha una serie di problemi che non mi permettono di apprezzarlo appieno: persone che iniziano a cantare senza motivo, poco approfondimento psicologico, storia portata avanti con trovate spesso illogiche e quasi sempre immotivate o banali. Sweeney Todd è un musical, e come tale può piacere solo a chi riesce ad apprezzare i musical. Sarà una mancanza, ma io non ci riesco. Quindi mi dispiace, ma Tim Burton in questo caso pare avere toppato. E a chi obiettasse dicendo che anche The Nightmare Before Christmas era un musical… beh: ogni regola ha la sua eccezione.